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CONSUMO CONSAPEVOLE

Meno zucchero nelle bevande analcoliche in Italia: “la Sugar Tax non serve”

Parola di Assobibe, che, numeri alla mano, rinnova il Protocollo d’intesa con il Ministero della Salute che fa dialogare industria ed istituzioni

Meno zucchero, più prodotti senza calorie e una collaborazione sempre più stretta con le istituzioni: è su questi risultati che si fonda il nuovo Protocollo d’intesa biennale firmato, nei giorni scorsi, da Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, e il Ministero della Salute, con il Sottosegretario di Stato Marcello Gemmato. L’accordo consolida un percorso già avviato per favorire una maggiore conoscenza delle bevande analcoliche e sviluppare iniziative dedicate ai giovani e al mondo della scuola, confermando il dialogo tra industria e istituzioni come leva strategica per ottenere risultati concreti a beneficio dei cittadini. A sostenere l’efficacia di questo modello sono i dati elaborati da Assobibe su fonte GlobalData 2008-2025: negli ultimi anni lo zucchero immesso in consumo dalle aziende del settore è diminuito del 44%, mentre la crescita delle varianti senza zucchero è stata 7,5 volte superiore, in valore assoluto, di quella delle bevande regular. Numeri che, secondo l’associazione, dimostrano come un approccio volontario e responsabile delle imprese possa produrre risultati significativi senza ricorrere a nuove imposizioni fiscali, come la Sugar Tax introdotta dal Governo Conte II nel 2019 e da allora più volte rinviata.
Il Protocollo rafforza gli impegni su quattro aree d’intervento: il monitoraggio dei consumi di bevande analcoliche, con particolare attenzione alle versioni zuccherate, l’informazione ai consumatori per promuovere scelte consapevoli e l’importanza del bilancio energetico, il miglioramento dell’offerta calorica, dei formati e delle confezioni, ed il marketing responsabile verso i più giovani, ambito nel quale il settore è già attivo dal 2006 con misure come il divieto di pubblicità rivolta ai minori di 13 anni e di vendita diretta nelle scuole.
Il quadro italiano viene indicato come particolarmente virtuoso: secondo i dati GlobalData per l’Unione delle Associazioni Europee delle Bevande Analcoliche (Unesda), il Paese si colloca all’ultimo posto nell’Unione Europea per consumi pro capite e il consumo di bevande analcoliche zuccherate è diminuito del -26% tra il 2015 e il 2024. Un andamento confermato anche dall’indagine “Okkio alla Salute” dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che registra nell’arco degli ultimi 10 anni un dimezzamento dei consumi sia tra i bambini di 8-9 anni sia tra gli adolescenti di 11-17 anni. A ciò si aggiunge un impatto calorico definito molto contenuto: secondo l’elaborazione Assobibe sui dati Crea dello “Studio sui consumi alimentari in Italia - Scai 4” del 2023, le bevande analcoliche incidono per lo 0,9% delle calorie giornaliere degli adulti, pari a 18 kcal, e per lo 0,6% di quelle dei bambini, pari a 13 kcal.
“Il Protocollo consolida una collaborazione strutturata tra istituzioni e filiera, fondata su sicurezza alimentare, qualità dell’informazione e promozione di comportamenti di consumo responsabili nel comparto delle bevande analcoliche, con un focus specifico sulla riduzione degli zuccheri e sull’equilibrio energetico - afferma il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato - l’obiettivo è sostenere scelte consapevoli e coerenti con corretti stili di vita. Nel contesto della dieta italiana, improntata a varietà ed equilibrio, anche le bevande analcoliche possono essere incluse, a condizione che il consumo sia moderato e attento, limitando in particolare l’apporto di zuccheri aggiunti”.
“Siamo orgogliosi di rinnovare questo impegno con il Ministero della Salute - aggiunge Giangiacomo Pierini, presidente Assobibe - le imprese del nostro settore hanno scelto da tempo la strada della responsabilità e continuano a percorrerla. I risultati raggiunti dimostrano l’inutilità in Italia di una leva fiscale come la Sugar Tax che, peraltro, nei Paesi europei in cui è stata introdotta, non ha frenato la crescita di sovrappeso e obesità, nonché dei consumi complessivi di zucchero, tanto che Danimarca, Norvegia e Islanda hanno scelto di cancellarla. Per questo crediamo che in Italia sia giunto il momento, dopo anni di rinvii, di un’abrogazione definitiva che risolva l’incertezza con cui vive il settore da ormai 7 anni. La firma di questo Protocollo è il segno tangibile di un impegno che si rinnova e si rafforza ogni giorno, per anticipare le esigenze dei consumatori di oggi e di domani e costruire una cultura alimentare più consapevole”.

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