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SCENARI

In Europa torna il tema “health warning” nelle etichette degli alcolici, nella revisione del Beca

La proposta nella bozza della Commissione Salute del Parlamento Ue. Unione Italiana Vini (Uiv): “segnale preoccupante ed incoerente”
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In Europa torna il tema “health warning” nelle etichette degli alcolici

“A volte ritornano”, per citare uno dei titoli più celebri del grande scrittore Stephen King. Ed è il caso di dirlo anche guardando la prima bozza, pubblicata nei giorni scorsi, delle indicazioni del nuovo “Beca” (Europe’s Beating Cancer Plan) della Commissione Salute del Parlamento Europeo, che invita la Commissione Ue a presentare “senza ulteriori indugi” proposte legislative sugli health warning in etichetta. Un tema che sembrava superato, anche dopo il rinvio sulla norma (dal 2026 al 2028) da parte dell’Irlanda, che, negli anni scorsi, tra molte polemiche, aveva rotto questo fronte, e che, invece, torna centrale, e che, come sottolinea la Unione Italiana Vini (Uiv), guidata da Lamberto Frescobaldi, rischia di riaprire un fronte già definito e di penalizzare ingiustamente un settore strategico del Made in Europe”.
“Colpisce e preoccupa - sottolinea Frescobaldi - che si torni a mettere in discussione un equilibrio già raggiunto a livello europeo, ignorando deliberatamente sia il voto espresso dal Parlamento Europeo solo tre anni fa, sia le indicazioni della Dichiarazione politica delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili (a fine 2025, dove si rimarcava la distinzione tra consumo e abuso di alcol, ndr). Si tratta di un’impostazione che rischia di alimentare un approccio ideologico e punitivo, anziché fondato su evidenze scientifiche e distinzione tra abuso e consumo responsabile. Non è accettabile - ha proseguito Frescobaldi - che si continui ad intervenire su temi già chiariti, distogliendo l’attenzione dalle vere priorità di sviluppo e competitività del settore vitivinicolo europeo. Invitiamo i parlamentari europei e la Commissione a correggere con decisione questa impostazione, evitando misure che colpirebbero indiscriminatamente un comparto simbolo dell’economia, della cultura e della sostenibilità europea”. L’avvio della discussione, sottolinea Unione Italiana Vini, è previsto nelle prossime settimane.
Ma vale la pena ricordare che poco più di un anno fa, la stessa Commissione Europea, sul tema, aveva presentato una revisione del testo che, secondo la stessa Unione Italiana Vini (Uiv), era stata addirittura peggiorativa rispetto al passato, in cui, per ridurre i consumi di alcol, si proponevano le ricette di sempre: aumento delle tasse, limitazioni alla comunicazione e alla promozione, e così via. Con un fronte, dunque, quello del dibattito tra consumo di alcol e salute, che resta sempre caldissimo, e che resta centrale anche per un settore del vino già alle prese con le difficoltà economiche mondiale, il cambiamento climatico e la riduzione dei consumi legata, in parte, anche al tema del salutismo.

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