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La Cinta Senese, dall’affresco del “Buon Governo” di Ambrogio Lorenzetti alla “custodia” della razza

“Tobia e la Cinta Senese-Il segreto della fascia bianca” è il libro per ragazzi voluto dal Consorzio del maialino più famoso per tramandarne il valore

Dall’arte medievale alla custodia moderna di una razza simbolo della Toscana, passando per il viaggio immaginario di un bambino: è questo il filo narrativo scelto dal Consorzio della Cinta Senese Dop per raccontare alle nuove generazioni il valore di un patrimonio agricolo e culturale che ha rischiato di scomparire, con “Tobia e la Cinta Senese - Il segreto della fascia bianca”, un libro per ragazzi scritto dal responsabile commerciale del Salumificio Renieri, Emanuele Biotti, che intreccia avventura e divulgazione storica, accompagnando i lettori dalla raffigurazione dei maialini di Cinta Senese nell’affresco del “Buon Governo” di Ambrogio Lorenzetti in Palazzo Pubblico a Siena, agli allevatori che negli Anni Settanta del Novecento salvarono la razza dall’estinzione, quando era ridotta a poco più di 40 esemplari, rifiutando la logica degli allevamenti intensivi e riportandola nei boschi della Montagnola Senese, suo ambiente storico.
Da quel nucleo di allevatori “custodi” ha preso avvio il percorso che ha portato alla costituzione del Consorzio e, nel 2012, al riconoscimento della Dop. Oggi il Consorzio riunisce gli allevatori che aderiscono al disciplinare Dop e garantisce la tracciabilità dei capi allevati allo stato brado o semibrado nel territorio toscano. Il suo ruolo non si esaurisce nel controllo produttivo: il Consorzio tutela una razza autoctona che è parte integrante del paesaggio e della biodiversità regionale e che, proprio per questa ragione, richiede una comunicazione, come questa iniziativa sostenuta dal Consiglio della Regione Toscana e patrocinata dai Comuni di Siena, Poggibonsi e Sovicille, capace di arrivare anche fuori dai circuiti specialistici. Per l’assessore all’Agricoltura della Regione Toscana Leonardo Marras, “diffondere la cultura del buon cibo e della tradizione tra i più piccoli è fondamentale per mantenere vive pratiche e conoscenze che si tramandano da generazione in generazione. La Cinta Senese, con le sue peculiarità storiche, fa un altro passo avanti per diventare protagonista anche del futuro”.
“Attraverso il viaggio di Tobia, un ragazzo di oggi, viene raccontata la biodiversità, il benessere animale e il legame tra cibo e territorio - spiega autore Emanuele Biotti - perché ogni scelta, anche cosa mangiare, è un piccolo atto che cambia il mondo. La Cinta è già nell’affresco del “Buon Governo” del Lorenzetti del 1338. Era lì settecento anni fa ed è ancora qui oggi. Quando il protagonista, abituato al cibo industriale, assaggia nel 1338 per la prima volta la carne di Cinta cotta lentamente, scopre un sapore che non conosceva: bosco, ghianda, alloro, pepe. In quel momento - conclude - il cibo smette di essere “carburante” e diventa storia, terra, tempo, rispetto”.

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