I nuovi trend del mercato del cibo, il “debutto” ufficiale del “Food Manifesto” (presentato in marzo), e la consapevolezza che l’agroalimentare italiano è un pilastro tra i più solidi ed importanti del made in Italy (con oltre 70 miliardi di euro di export ed un valore di filiera “allargata” che arriva a 707 miliardi, secondo Coldiretti), ma che può restare tale solo facendo sistema tra aziende, reti di impresa e di filiera, ed istituzioni. Messaggio arrivato al via di Tuttofood a Fiera Milano Rho (11-14 maggio), evento di riferimento del mercato alimentare e delle bevande, tra i più importanti appuntamenti del settore a livello globale.
“In un contesto sfidante come quello attuale, l’agroalimentare resta una colonna portante del nostro sistema produttivo una delle cinque eccellenze, delle “cinque A” del made in Italy - ha detto in un messaggio il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso - riconosciuta nel mondo per qualità, identità, capacità di innovazione. I dati parlano chiaro: un export di oltre 70 miliardi, leadership europea per valore aggiunto agricolo, un primato mondiale nella produzione Dop e Igp, con circa 900 prodotti certificati che generano nel complesso oltre 20 miliardi di valore e oltre 12 miliardi di export. Senza dimenticare il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. In un comparto così dinamico il sistema fieristico rimane una leva strategica per lo sviluppo e l’internazionalizzazione soprattutto per le imprese più piccole che si aprono a nuovi mercati. In questa direzione si colloca “l’intesa storica tra Aefi e It-Ex, che valorizza le fiere come strumenti di politica industriale. Il Governo è al fianco delle imprese per sostenere l’innovazione, la sicurezza degli approvvigionamenti e per ampliare la presenza sui mercati esteri. In particolare - ha concluso Urso - con il Piano Transizione 5.0 accompagniamo la doppia transizione Digitale e Green”.
“Difendere la ricchezza dell’Europa e dell’Italia significa tutelare un patrimonio agroalimentare che rappresenta non solo la nostra identità, ma anche uno dei principali motori economici del sistema produttivo. L’Italia, con la sua straordinaria vocazione agroalimentare - ha affermato il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida - continua a essere un punto di riferimento internazionale per qualità, tradizione e capacità di innovazione. Le Ig sono infatti un simbolo concreto di sostenibilità ambientale, tutela della biodiversità e difesa di un modello produttivo autentico, che senza adeguate garanzie e riconoscibilità rischierebbe di non resistere alle logiche di un mercato globale sempre più competitivo. Tuttofood è una vetrina internazionale che racconta la capacità dell’Italia di affermarsi nel mondo come patria del bello, del buono e della qualità attraverso l’incontro tra produttori, trasformatori, distributori e buyer internazionali. Tuttofood valorizza l’intera filiera agroalimentare italiana, contribuendo alla crescita dell’export, alla promozione del made in Italy e alla creazione di nuove opportunità economiche. È quanto mai strategico fare sistema - ha concluso Lollobrigida - creando sinergie tra le fiere italiane e rafforzando la competitività della nostra nazione sui mercati globali. In un contesto internazionale complesso, Tuttofood si conferma così un punto di riferimento fondamentale per promuovere innovazione, qualità e visione strategica dell’agroindustria italiana”.
Un fare sistema e sinergia che si è concretizzato, appunto, nella partnership tra Fiera di Parma, che ha messo sul piatto la competenza settoriale acquisita in 40 anni con “Cibus, e Fiera Milano, che gioca le carte dell’attrattività internazionale, della potenza relazionale e della capacità logistica di Milano. “Per Fiere di Parma - ha affermato il presidente Franco Mosconi - è un onore e, al tempo stesso, una responsabilità lavorare, come si sta facendo da alcuni anni, alla costruzione di una piattaforma autenticamente internazionale per le imprese del food and beverage. Significativamente, la direttrice Parma-Milano-Colonia abbraccia le due più importanti manifatture dell’Unione Europea e - ne siamo profondamente convinti - rappresenta un esempio di collaborazione sovra-regionale tra attori pubblici e privati”. “Nel nuovo equilibrio economico globale, segnato da instabilità geopolitica e crescente frammentazione dei mercati, è essenziale costruire piattaforme internazionali capaci di accompagnare le imprese nei processi di crescita e internazionalizzazione - ha dichiarato Carlo Bonomi, presidente Fiera Milano - e in questo scenario, Tuttofood 2026 si conferma un punto di riferimento globale per l’agroalimentare e per il made in Italy, favorendo innovazione, relazioni e nuove opportunità di sviluppo sui mercati internazionali”. Alleanze che aggregano risorse ed energie che si uniscono alla partnership più che decennale tra Parma e Koelnmesse, organizzatore a Colonia di Anuga, vero gigante tra i saloni del mondo agroalimentare.
E come per ogni fiera italiana di successo, è fondamentale l’apporto di Ice-Agenzia con la sua attività di incoming, come ricordato anche dal presidente Matteo Zoppas. “Il 2025 ha confermato la forza strutturale dell’agroalimentare italiano con un export in crescita del 5% sull’anno precedente e un valore record di 72,5 miliardi nonostante un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e incertezze. Il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Unesco, frutto anche dell’impegno del Governo e in particolare del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida - ha detto Zoppas - rafforza il posizionamento e il valore percepito del nostro agroalimentare, funzionando da soft power per l’intero made in Italy. Ci sono certamente criticità da affrontare: la crisi in Medio Oriente incide direttamente su costi energetici e delle materie prime e i dazi americani stanno producendo effetti tangibili con un -21,9%di export verso gli Stati Uniti nei primi due mesi del 2026. Il Governo, soprattutto attraverso la diplomazia della crescita promossa dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani che coordina l’azione del Sistema Italia, sta lavorando per aprire nuovi canali commerciali verso aree emergenti per consentire alle imprese italiane di conquistare nuovi mercati. Il ruolo di Ice è strategico: nel 2025 abbiamo supportato oltre 2.200 aziende italiane nel solo settore agroalimentare e coinvolto più di 2.000 operatori esteri in missioni in Italia. A Tuttofood abbiamo portato oltre 200 operatori provenienti da 36 Paesi tra cui Arabia Saudita, Sud America, Canada, Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia e Singapore. Nel 2026 abbiamo in programma 258 iniziative dedicate al Food & Wine tra cui azioni di e-commerce, accordi con la grande distribuzione internazionale, partecipazione a fiere in Italia e all’estero. In un mondo che cambia rapidamente, Ice continua a essere un punto di riferimento per l’internazionalizzazione delle imprese italiane contribuendo a consolidare la crescita di un settore che rappresenta il 15% del Pil nazionale”.
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