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Aceto Balsamico di Modena, il rilancio della candidatura Unesco unisce il mondo produttivo

Il Consorzio che tutela il Tradizionale Dop: “riconoscimento che valorizzerebbe un patrimonio culturale che appartiene a tutto il territorio”

Avanti verso la candidatura Unesco di uno dei prodotti agroalimentari italiani più amati nel mondo e simbolo del made in Italy di eccellenza. Nei giorni scorsi, in occasione dell’Assemblea annuale del Consorzio dell’Aceto Balsamico di Modena Igp (come abbiamo raccontato su WineNews), è stata rilanciata la candidatura Unesco della “Tradizione del Balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare di Modena e Reggio Emilia”, idea sostenuta da un ampio Comitato territoriale, per una candidatura che rappresenta “un progetto fondamentale per il riconoscimento internazionale della cultura del balsamico. Non è solo un simbolo storico e culturale, ma anche un asset economico per l’Italia, in grado di creare sviluppo e occupazione sul territorio”, aveva spiegato il presidente del Consorzio Cesare Mazzetti. Parole, quelle di Mazzetti, accolte con soddisfazione anche dal Consorzio Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, perché il riconoscimento potrebbe dare ulteriore lustro ad “un patrimonio fatto non solo di eccellenza produttiva, ma anche di tradizioni familiari, relazioni sociali, conoscenze tramandate di generazione in generazione e profondo legame con il territorio”.
Per Enrico Corsini, presidente Consorzio Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, “il rilancio di questo percorso rappresenta un’opportunità straordinaria per valorizzare la dimensione culturale del balsamico e il patrimonio di conoscenze, pratiche e tradizioni che lo rendono unico. Si tratta di un progetto che supera le singole realtà e che riguarda l’identità stessa delle nostre comunità, delle nostre famiglie e del nostro territorio”. Sulla stessa linea il gran maestro della consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto e consigliere del Consorzio Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, Maurizio Fini, ideatore e promotore della candidatura già nel 2019. “Siamo estremamente contenti che il valore culturale del Balsamico diventi, con la convergenza di tutte le organizzazioni in campo, ovvero Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena Igp e Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop, la Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale Reggiano, la Regione Emilia-Romagna, il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste e il Ministero della Cultura, per un obiettivo condiviso per conquistare il riconoscimento che merita, così come lo meritano tutti i modenesi e Modena intera”.
Per il Consorzio dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, “il percorso verso il riconoscimento Unesco rappresenta un’occasione importante per raccontare al mondo una tradizione che affonda le proprie radici nella storia delle famiglie modenesi e reggiane, custodita nelle acetaie domestiche e tramandata attraverso gesti, conoscenze e valori che costituiscono un patrimonio collettivo unico. L’auspicio condiviso è che il lavoro congiunto delle realtà che rappresentano il mondo del balsamico possa portare a un risultato storico, capace di riconoscere e tutelare non soltanto un prodotto simbolo del territorio, ma soprattutto la cultura e il sapere che ne hanno reso possibile la nascita e la conservazione nel corso dei secoli”.

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