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TURISMO DEL VINO

L’identikit degli enoturisti 2026 nel Belpaese? Il 55,3% è italiano e 7 su 10 sono under 50

Analisi Dna Tasting: le prenotazioni si fanno online, dove le cantine devono crescere, e si cercano esperienze immersive per una spesa di 41 euro
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Gli enoturisti 2026 in Italia sono italiani e under 50

Con un enoturismo sempre più centrale per il business delle cantine, esperienziale e ormai guidato dalle prenotazioni online, un enoturista sempre più giovane, internazionale e guidato dall’Intelligenza Artificiale (come spiega, a WineNews, Edoardo Colombo, presidente Turismi Ai), sta riscrivendo le regole dell’accoglienza in cantina e spingendo le aziende vitivinicole ad accelerare con decisione sulla digitalizzazione e su strategie di e-marketing integrate. È l’identikit elaborato da Dna Tasting, gestionale per l’ospitalità in cantina, costruito a partire dai dati di oltre 150 realtà per le quali il turismo del vino rappresenta una componente significativa del fatturato ed il pilastro del turismo esperienziale.
L’analisi evidenzia innanzitutto il ritorno degli italiani, che oggi rappresentano il 55,3% delle visite contro il 30% registrato prima del 2020 (con il trend dei viaggi di prossimità che abbiamo registrato anche in avvio dell’estate 2026), accanto ad una componente internazionale trainata soprattutto dagli Stati Uniti, che pesano per il 33,8%, con segnali in crescita anche da Canada (+3,7%) e Brasile (+3,2%) oltre ai mercati europei tradizionali come Germania e Svizzera.
Ed il profilo del visitatore è sempre più giovane: 7 enoturisti su 10 hanno meno di 50 anni e la fascia tra i 25 e i 45 anni costituisce il nucleo principale della domanda, con comportamenti orientati alla pianificazione e all’utilizzo costante del digitale. Le prenotazioni vengono effettuate prevalentemente online con, in media, un mese di anticipo, mentre lo smartphone si conferma lo strumento centrale per cercare informazioni, confrontare offerte e acquistare esperienze, segnando un passaggio netto verso un consumo più consapevole e organizzato.
Parallelamente, cambia anche il contenuto della visita: alla degustazione tradizionale si affiancano proposte sempre più complete e immersive che combinano vino, territorio, cultura, natura e benessere, con una spesa media intorno ai 41 euro a persona e gruppi contenuti, spesso formati da coppie o amici, che indicano una fruizione più intima e personalizzata.
“Abbiamo voluto trasformare i dati raccolti ogni giorno dalle cantine in uno strumento concreto di lettura del mercato generando questo che abbiamo definito l’identikit dell’enoturista moderno - spiega Duccio Bianchini, co-founder e marketing manager Dna Tasting - oggi chi visita una cantina non cerca solo una degustazione, ma un’esperienza completa, semplice da prenotare, personalizzata e coerente con le aspettative generate online, per questo crediamo che tecnologia, accoglienza ed e-marketing debbano lavorare insieme: solo così le aziende vitivinicole possono essere più efficienti, conoscere meglio i propri ospiti e costruire relazioni durature nel tempo”.
“In un mercato in cui l’enoturismo non è più una nicchia, ma un fenomeno strutturato, puntare sull’e-marketing è oggi una scelta strategica imprescindibile - spiega Alessio Casi, co-founder Dna Tasting - essere presenti online con un sito efficace, un sistema di prenotazione immediato, campagne digitali mirate, attività social e strumenti di Crm significa infatti aumentare visibilità, prenotazioni dirette, fidelizzazione e vendite post-visita e le cantine che investono nella digitalizzazione dell’accoglienza e nella gestione dei dati possono costruire una relazione continuativa con il visitatore, personalizzare le offerte e trasformare il contatto in cantina in valore nel tempo”.

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