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MADE IN ITALY

Vetro italiano, nel 2025 cresce l’export a doppia cifra, grazie alle bottiglie (+23,8%)

I numeri Assovetro: più di 5,5 milioni di tonnellate prodotte per un fatturato di 9 miliardi di euro. Ma nel 2026 è a rischio la competitività
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Il vetro italiano, eccellenza made in Italy

In un quadro geopolitico sempre più turbolento ed incerto caratterizzato dall’aumento dei dazi Usa, da tensioni finanziare, da guerre vere e commerciali, il 2025 si è chiuso con risultati positivi per l’industria del vetro made in Italy, asset strategico dell’economia italiana. La produzione totale (vetro cavo, piano, filati e tableware) ha superato i 5,5 milioni di tonnellate con un fatturato complessivo attorno ai 9 miliardi di euro. Per i contenitori in vetro (come bottiglie, vasetti e fiale), la produzione è stata di oltre 4,5 milioni di tonnellate, più 4% sul 2024 ed è stata trainata dalla produzione di bottiglie, a +5,8% sul 2024. Nel complesso, il valore aggiunto settoriale torna salire dello +0,3%, dopo 2 anni con numeri in negativo. Resta, però, ancora complessa la situazione del vetro piano, a causa della crisi dell’automotive, con un calo di produzione di oltre il 3%. La bilancia commerciale è stata in attivo con un amento delle esportazioni e diminuzione delle importazioni per tutti i settori, con il vetro piano a +19,3% nell’export e -20,4% nell’import, vetro cavo a +8% nelle esportazioni e -3,7% nelle importazioni, e con un boom di export per le bottiglie del +23,8%. Positivi anche i dati ambientali, con il tasso di riciclo del vetro che continua a crescere arrivando all’82,1%. Questo il quadro presentato, oggi a Roma, all’Assemblea generale di Assovetro, l’Associazione italiana degli Industriali del Vetro, che ha eletto nuovo presidente Vitaliano Torno, manager con quasi 40 anni di esperienza nel mondo del vetro a livello nazionale ed internazionale.
“Il 2025 - ha detto Marco Ravasi, presidente uscente Assovetro - ha visto risultati positivi per l’industria nazionale, che dimostra la solidità di una manifattura che è diventata la prima in Europa per capacità produttiva e ha scommesso su nuovi impianti, mentre l’Europa li riduceva. Ma ci troviamo di fronte a sfide industriali, ambientali e strategiche del settore complesse, e in questa prima metà del 2026 emergono segnali non rassicuranti: il conflitto nel Golfo Persico ha causato il rialzo dei prezzi di petrolio e gas e i prezzi energetici, materia prima della nostra industria, sono tornati a salire a livelli tra i più alti degli ultimi anni, mettendo a rischio competitività e transizione energetica”.
“Il settore della produzione del vetro in Italia - ha concluso il nuovo presidente Assovetro, Vitaliano Torno - ha dimostrato una solidità maggiore che in altri Paesi europei, sorretta da una maggiore competitività. Questo, però, deve essere di stimolo a mantenere la posizione e a migliorare continuamente i nostri prodotti e i nostri processi. Le sfide che ci attendono sono significative ed impegnative, soprattutto perché la manifattura italiana dovrà scontare condizioni di contesto non competitive rispetto ad energia e esposizione ai commerci internazionali che ci devono assolutamente trovare pronti”.

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