“Grazie presidente Meloni, grazie Ministro Lollobrigida, sono molto onorato per questo riconoscimento importante, che per me rappresenta forse il migliore incoraggiamento e stimolo a continuare a portare, con i nostri prodotti, il contributo al prestigio e alla reputazione del nostro Paese nel mondo, è la cosa di cui siamo più orgogliosi, grazie di cuore. Per i miei 88 anni questo rappresenta il miglior regalo, grazie”. Parole di Piero Antinori, il “Leonardo da Vinci” del vino italiano, come lo hanno definito i suoi stessi colleghi produttori per i quali è la figura di riferimento, ed è, da oggi, giorno del compleanno per i suo 88 anni portati alla grande, anche “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana” per “l’Arte Vitivinicola”, riconoscimento assegnato oggi dal Governo, e consegnato dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. “Maestro Antinori, le facciamo un applauso particolare perchè oggi è anche il giorno del suo compleanno, e quindi congratulazioni”, ha detto a Piero Antinori, consegnando il premio, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “E poi dicono che il vino fa male”, ha aggiunto il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Piero Antinori, si spiega nella motivazione del premio, “rappresenta una delle figure più autorevoli dell’enologia italiana contemporanea, alla guida di una delle dinastie legate alla terra sin dal 1385. Ha avviato fin dagli Anni Sessanta del Novecento, una profonda rivoluzione produttiva, dando vita ad etichette iconiche che hanno ridefinito l’immagine del vino italiano nel mondo, e facendosi uno degli alfieri dei Supertuscan. La sua attività coniuga il rispetto delle radici secolari ad una costante sperimentazione in vigna e cantina, trasformando la tradizione in motore di competitività internazionale, diventando fonte di ispirazione per i giovani, che vogliono entrare nel mondo della vinificazione”. Una storia esemplare, quella di Piero Antinori, e della Marchesi Antinori, oggi portata avanti delle figlie Albiera, Allegra ed Alessia, e dall’ad Marchesi Antinori, Renzo Cotarella, che si traduce in una delle realtà più importanti del vino mondiale, dal punto di vista del brand, della qualità riconosciuta dei vini, della bellezza della cantina Antinori nel Chianti Classico e così via. Un’azienda che ha dato vita, nella storia e sotto la guida di Piero Antinori, ad etichette mitiche, dal Solaia al Tignanello, dal Cervaro della Sala al Matarocchio di Guado al Tasso, solo per citarne alcune. Per una realtà che si sviluppa su oltre 3.300 ettari di proprietà in Italia e nel mondo: da Tenuta Tignanello, Villa Antinori, Badia a Passignano e Pèppoli, nel Chianti Classico, dove, da qualche anno, ha trovato dimora l’avveniristica cantina di Bargino, a San Casciano Val di Pesa, interamente “intagliata” nella collina e coperta di vigneti (eletta migliore cantina al mondo, nel 2022, da World’s Best Vineyards), passando per Pian delle Vigne, uno dei nomi di più importanti nella terra del Brunello di Montalcino, e ancora la Tenuta Guado al Tasso, tra i brand più in vista di Bolgheri, passando per Le Mortelle, nel cuore della Maremma Toscana con sguardo sul mare, a Castiglione della Pescaia, e la Fattoria Aldobrandesca, nella Maremma etrusca, a Sovana. Ed ancora La Braccesca, a Montepulciano, in terra di Vino Nobile, e la Tenuta Monteloro nell’Appenino vicino a Fiesole, alle porte di Firenze, o la Tenuta La Farneta, a Sinalunga, del Chianti Colli Senesi, non distante da Siena. E poi le altre terre enoiche di assoluto valore in Piemonte, in terra di Barolo (con Prunotto), in Friuli Venezia Giulia (con la celebre cantina goriziana Jermann, nelle terre del Collio) in Umbria (Castello della Sala), in Franciacorta (Montenisa) ed in Puglia (Tormaresca). Oltre ai vigneti nella Napa Valley (dove di recente Antinori ha acquisito la piena proprietà di Stag’s Leap Wine Cellar), e in Cile (Haras de Pirque). Tutto nel segno del “Maestro della Cucina Italiana” per il vino 2026, Piero Antinori.
Focus - Il profilo, in sintesi, di Piero Antinori
Si è laureato in Economia e Commercio all’Università di Firenze. Nel 1957 ha iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia. Nel 1966 ne ha assunto la carica di Amministratore Delegato e nel 1988 anche di Presidente. Per la lunga attività nel settore agricolo è stato chiamato a ricoprire rilevanti cariche nelle associazioni di categoria. E’ stato tra l’altro presidente della Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori e Importatori di Vini, Acquaviti e Liquori (Federvini), del Consorzio Vino di Orvieto, della Casa Vinicola Alfredo Prunotto e della Tormaresca Srl. Nel corso degli anni ha altresì ricoperto la carica di amministratore in svariate società quotate in Italia e all’estero quali Aeroporto di Firenze SpA, Agriventure SpA, Cassa di Risparmio di Firenze (Vice Presidente), Salvatore Ferragamo SpA, Eridania Béghin-say, Fondiaria Assicurazioni. E’ Accademico Emerito dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino e Socio Emerito dell’Accademia dei Georgofili. E’ stato presidente dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità - Grandi Marchi dalla sua fondazione nel 2004 al 2014. Nel 1995 è stato nominato Cavaliere del Lavoro. Nel 2011 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il “Premio Leonardo”. In occasione del G7 Agricoltura, che si è tenuto a Siracusa a Settembre 2024, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento dal Ministro dell’Agricoltura e dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, per la valorizzazione dell’eccellenza italiana, con particolare riferimento al settore vitivinicolo. Il 15 Luglio 2026 ha ricevuto il dal residente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, il premio “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana” per “l’Arte Vitivinicola” presso Palazzo Chigi in Roma.
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