Nel recente, e ancora da farsi completamente, percorso di alleggerimento complessivo dei vini della denominazione del Brunello di Montalcino, ritorna con granitica evidenza che a queste latitudini un modello di riferimento già esisteva e da molto tempo. L’eredità stilistica di Franco Biondi Santi (“custode intransigente” della tradizione del Brunello, inventato a fine Ottocento dalla sua famiglia alla Tenuta Greppo), “scritta” nei suoi vini è una evidenza difficile da non cogliere. E l'amministratore delegato Giampiero Bertolini insieme al suo staff - nel percorso impostato dal Gruppo EPI, proprietario dell’azienda dal 2016 a cui ha affiancato Isole e Olena nel 2022 - sta lavorando bene nel centrare questo obbiettivo. I 33 ettari a vigneto della Tenuta Greppo sono stati sottoposti ad una mappatura, arrivando a 15 parcellizzazioni ed è stato affrontato uno studio sui cloni di Sangiovese, a partire dai quelli aziendali più vecchi fino al celebre BBS11, anche guardando all’emergenza climatica in atto. E in cantina, è arrivata una consapevolezza enologica più moderna, nel solco però delle scelte ormai storiche della tenuta. Il Brunello di Montalcino 2020 profuma di ciliegia, fiori appena appassiti, sottobosco, arancia, torba e spezie, con tocchi affumicati. In bocca il sorso è raffinato ed austero, incrociando con garbo acidità, frutto e tannini, fino ad un lungo finale dai toni balsamici e dai ritorni speziati.
(are)
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