Giovanni Carlo Vesce, o come scopriremo più tardi, Giancarlo per gli amici, ci porta dritto in vigna. Siamo a 350 metri di altitudine a Venticano, in provincia di Avellino, in località Case Arse, da cui il nome del vino. Una vigna spettacolare del 1970, neppure 1 ettaro su un terreno argillo-sabbioso con frammenti di roccia vulcanica. A 2 chilometri di distanza, l’altro vigneto coetaneo. Vesce possiede 1 ettaro e mezzo, da cui ricava 5.000 bottiglie. Apprende dal padre l’amore per la vigna, partecipando con gioia alle vendemmie sin da piccino. Un giorno va in vigna per avvisarlo che sarebbe partito per l’America, seguendo l’altro amore della sua vita, gli animali, proseguendo la carriera di medico veterinario con specializzazione in anestesia. Il padre si rammarica, perché pur avendo altri figli, è a lui che voleva lasciare le vigne che tanto amava. Giancarlo non potrà restare lontano dalla sua terra e così dal 1982, alla morte del padre, torna e si prende cura del vigneto. Nel 2019 viene a stabilirsi a Pietradefusi, si iscrive anche al corso di laurea in Viticoltura ed Enologia di Avellino e con l’enologo Vincenzo Mercurio iniziano a imbottigliare nel 2020. Giancarlo è un signore d’altri tempi, empatico, elegante, vivace. Il suo Case Arse, che affina solo in acciaio, profuma di frutti neri, spezie, viola e convince per una beva che unisce materia a fluidità; il sorso coinvolge per piacevolezza e godibilità.
(Alessandra Piubello)
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