Tre sono le etichette aziendali rossiste del Castello del Terriccio, che ne hanno decreto il successo nello scenario enoico toscano e non solo: il Lupicaia - oggi Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, ma uscito nel 1993 con una quota di Merlot; il Castello del Terriccio - nato nel 2000 da un uvaggio a base di Cabernet Sauvignon e Syrah, e infine il Tassinaia - ottenuto da Merlot e Cabernet Sauvignon e prodotto a partire dal 1992. La versione 2022 di quest’ultimo, maturata oltre un anno in barrique, profuma di frutta rossa, macchia mediterranea, erbe aromatiche e china, con tocchi tostati e di nocciola. In bocca il sorso è ricco, polposo e avvolgente, dalla trama tannica fitta e dal lungo finale ancora fruttato e rinfrescato da toni balsamici. Il Castello del Terriccio si trova nella parte settentrionale della costa maremmana. La tenuta è grande ed è destinata all’attività agricola da oltre due secoli: oggi comprende circa 1.500 ettari di cui 6 a vigneto (per una produzione complessiva di 250.000 bottiglie), a cui si affiancano olivi, boschi, macchia mediterranea, pascoli (destinati all’allevamento brado di bovini) e sorgenti d’acqua. All’epoca dell’impianto dei vigneti, effettuati a fine anni Ottanta del secolo scorso, vennero privilegiati i vitigni internazionali, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot; negli anni Novanta, si aggiunsero anche Syrah e Petit Verdot.
(are)
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