Dal colore giallo intenso, l’Arya 2020 cede note dolci di camomilla e vaniglia, note più scure di orzo e mandorle tostati e poi chiare di cedro appena candito. Profumi piacevolmente contrastati - con equilibrio - che anticipano un sorso sia lievemente roccioso che dolce, ma soprattutto attraversato da sapidità aranciata e da una bollicina fine e gentile. Un Metodo Classico pieno e persistente, ma di delicata eleganza in tutto il suo sviluppo: Caruso e Minini l’ha chiamato Arya, proprio per rimarcare quell’aspetto leggero che si percepisce nonostante i suoi chiaro-scuri, risultato di un affinamento sui lieviti di almeno 12 mesi del Catarratto, vitigno voce della cantina. Fa parte della “Selezione del Presidente” insieme al bianco Perluci, due Riserve (di Syrah e Nero d’Avola) e al rosso Nino. Ci sono poi i Floreali da uve autoctone siciliane, i Cosmopoliti che coinvolgono i vitigni internazionali, la linea più fresca degli Eclettici e poi i Tasari, anche chiamati “vini da pizza”. Last but not least, il Marsala e il Vendemmia Tardiva: circa 600.000 bottiglie, tutte disegnate dalle persone portatrici di disabilità del Laboratorio Zanzara di Torino, a cui le ricciolissime sorelle Giovanna e Rosanna Caruso sono molto affezionate. Derivano da 320 ettari di vigna coltivati a regime biologico nell’entroterra marsalese, verso Salemi: dove la terra è ciottolosa, le escursioni termiche marcate e il vento soffia salato.
(ns)
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