Via libera nel Consiglio dei Ministri di ieri per il superamento degli insediamenti abusivi e il contrasto allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura attraverso un piano straordinario pluriennale volto a rendere disponibili alloggi dignitosi per gli stagionali. Sul piatto 150 milioni di euro assegnati al Commissario Straordinario di settore, Giovanni Maria Macioce, che avrà il compito di individuare edifici pubblici dimessi e strutture rurali inutilizzate e farle ristrutture affinché siano destinati ad esigenze abitative. La norma è contenuta nell’articolo 8 del Dl Pubblica Amministrazione nell’ambito degli interventi volti al superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori. Con l’occasione è stata anche prorogata la durata della struttura commissariale, in scadenza nel 2026, fino al 31 dicembre 2029.
Un provvedimento che Coldiretti, tra le prime organizzazioni a sostenere con forza l’introduzione della Legge contro il caporalato considerandola uno strumento indispensabile per tutelare la dignità del lavoro e contrastare le infiltrazioni criminali nelle filiere produttive, vede in prospettiva positiva come un importante primo passo nella lotta al caporalato. “Ora è fondamentale dare piena e rapida attuazione al piano recuperando le case rurali dismesse nonché favorire soluzioni abitative temporanee come le case mobili anche in deroga agli strumenti urbanistici esistenti, senza nuovi appesantimenti burocratici - sottolinea l’organizzazione degli imprenditori agricoli - garantire alloggi dignitosi significa tutelare i lavoratori, contrastare il caporalato e sostenere concretamente le imprese agricole, soprattutto nei periodi di maggiore fabbisogno di manodopera stagionale. Per questo servono procedure semplici, tempi certi e risorse adeguate affinché le aziende possano programmare gli interventi e contribuire a costruire un sistema agricolo sempre più trasparente, legale e sostenibile”.
Soddisfazione anche da parte di Confagricoltura, che approva la misura del Governo, ma lamenta la scelta di non aver impegnato nel progetto le risorse residue del Pnrr destinate proprio al superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura: “l’impiego delle risorse residue del Pnrr, come da noi suggerito, avrebbe dato ulteriore forza al fondo - commenta il vice presidente Confagricoltura, Sandro Gambuzza - tali risorse avrebbero permesso una maggiore programmazione degli interventi di recupero di fabbricati rurali e di edifici già esistenti, al fine di adibirli ad alloggi per i lavoratori agricoli stagionali”.
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