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ALLARME SICCITÀ

Il caldo colpisce anche nocciole, bergamotto e tartufo. Coldiretti: “accelerare sul Piano invasi”

Danni da anomalie climatiche stimati a 3 milioni di euro in Italia. A rischio anche i formaggi d’alpeggio, tra pascoli “bruciati” e animali stressati
BERGAMOTTO, Coldiretti, EMERGENZA CALDO, NOCCIOLE, PIOGGE, SICCITA', TARTUFO, Non Solo Vino
Caldo e siccità non risparmiano nocciole, bergamotto e tartufo

Dalle nocciole in Piemonte al bergamotto in Calabria, fino al tartufo bianco in Toscana. Il caldo torrido di questa estate, unito alla siccità patita in molti territori italiani, continua a danneggiare l’agricoltura mettendo a rischio molte filiere e rischia anche di far sparire dalla tavola apprezzate tipicità del nostro Paese. Un “assedio” alle campagne lungo tutto lo Stivale che sta colpendo le principali produzioni agroalimentari e del quale Coldiretti lancia un nuovo allarme parlando di danni causati dalle anomalie climatiche, dalla siccità al maltempo fino agli incendi, che secondo una stima hanno superato i 3 miliardi di euro: da qui, la necessità - spiega l’organizzazione agricola - di intervenire in maniera strutturale sulla gestione dell’acqua, in particolare sul Piano invasi.
In Piemonte cresce, infatti, la preoccupazione per il raccolto di nocciole dopo un 2025 disastroso. Una raccolta che è partita in anticipo poiché il caldo record ha accelerato la maturazione, così come per la “vendemmia” delle mele, e, ovviamente, anche del vino in alcuni territori, ma ha anche costretto a rivedere al ribasso le stime iniziali. Come spiega Coldiretti, a pesare sono i fenomeni di cascola dei frutti che rischiano anche di essere più piccoli, con le inevitabili conseguenze sulle rese, specie sullo sgusciato, sottolineando come le prossime settimane saranno decisive per capire come le nocciole completeranno la maturazione. Ma a sparire, viene osservato, potrebbero essere anche i pregiati formaggi d’alpeggio, come la Toma, con le alte temperature che hanno bruciato i pascoli e stressato gli animali, con il crollo della produzione di latte.
In Calabria è sos bergamotto sulla fascia costiera reggina. A causa delle alte temperature e dell’assenza di precipitazioni, infatti, il frutto si secca e non produce l’essenza che si estrae dalla buccia. Solitamente, in condizioni normali, da un quintale di bergamotto si estrae lo 0,50 kg di olio essenziale, mentre quest’anno si stima una perdita di oltre il 60%, secondo le prime analisi di Coldiretti.
In Toscana è allarme, invece, per il tartufo bianco. Anche qua, le temperature elevate, iniziate da metà luglio, hanno inaridito i boschi e reso il terreno molto duro, tanto che anche i cani faticano a scavare. Il caldo inoltre rischia di danneggiare le spore, compromettendo la riproduzione del tartufo nella fase decisiva per la formazione del bianco: “la lunga assenza di piogge - spiega Coldiretti - ha interrotto l’equilibrio tra umidità del terreno e temperature che aveva favorito lo sviluppo del fungo durante inverno e primavera e le eventuali precipitazioni potrebbero arrivare troppo tardi”. Il risultato è già un calo della raccolta dello scorzone estivo nelle ultime settimane, dopo un avvio di stagione particolarmente positivo.
Una situazione che rende non più rinviabile un intervento strutturale sulla gestione dell’acqua: “serve accelerare con decisione sul Piano invasi con sistema di pompaggi, per raccogliere l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità e utilizzarla quando serve - conclude Coldiretti - occorre aumentare la capacità di accumulo del Paese attraverso una rete diffusa di piccoli e medi invasi. È una priorità strategica per garantire il futuro dell’agricoltura e la sicurezza alimentare del Paese”.

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