Nonostante mercati turbolenti a causa delle tante tensioni internazionali che attanagliano il pianeta, continua a migliorare la bilancia commerciale agroalimentare dell’Unione Europea, che grazie ad un giugno particolarmente positivo - che ha visto l’export crescere del 6% e l’import diminuire del -2% su base annua - nei primi 6 mesi 2026 segna un saldo attivo di 23,9 miliardi di euro, ovvero 1,4 miliardi di euro in più sulla stesa data 2025, anche se, in buona parte, il risultato è sostenuto dalla diminuzione dei prezzi del cacao. A dirlo il monitor “Agrifood Trade” della Commissione Agricoltura Ue. Che evidenza come, nel semestre, le esportazioni agroalimentari complessive dell’Unione abbiano raggiunto i 117,2 miliardi di euro, -2% sullo stesso periodo 2026, mentre l’import abbia toccato i 93,4 miliardi di euro, a -4%.
In termini di variazione percentuale sul fronte dell’export, spicca il +28% dell’Egitto, che raggiunge quota 1,2 miliardi di euro, mentre tra i principali Paesi terzi di destinazione al n. 1 c’è saldamente il Regno Unito con 26,9 miliardi di euro (-3%), davanti agli Usa con 13,4 miliardi di euro (-11%) e alla Svizzera con 6,8 miliardi di euro (+1%), seguita da Cina (6,3 miliardi di euro, -3%) e Giappone (3,5 miliardi di euro, -12%), mentre segnali positivi arrivano da Paesi come Turchia e Norvegia, entrambi a +4%, con valori tra i 3,2 ed i 3,4 miliardi di euro.
A livello di singoli prodotti, sono in crescita spirits e liquori, a 4,4 miliardi di euro (+10%), frutta fresca e a guscio (+8%, a 3,7 miliardi di euro), prodotti di origine animale, esclusa la carne di maiale (4,3 miliardi di euro, +7%), oli vegetali di semi e di palma (1,4 miliardi di euro di euro, +21%) e pet food (4,6 miliardi di euro di euro, +5%).
Il vino, che rappresenta la quarta voce dell’export in valore, a 7,8 miliardi di euro nei primi 6 mesi 2026, arretra del -4%, e nella classifica dei prodotti che genera più valore nelle esportazioni Ue, è dietro a cereali e prodotti della molitura (12,2 miliardi di euro, -1%), prodotti lattiero caseari (10,2 miliardi di euro, stabile), e cibi pronti ed ingredienti (7,9 miliardi di euro, stabile).
A livello di importazioni, il Brasile rimane il primo fornitore i valore dell’Ue (9,5 miliardi di euro, +5%), Regno Unito (7,3 miliardi di euro, -5%), Usa (6,5 miliardi di euro, -6%), Ucraina (5,5 miliardi di euro, -6%) e Cina (5,1 miliardi di euro, -2%).
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