Accanto ai classici rossi bolgheresi, Guado al Melo offre una digressione sul tema con il bianco Criseo. Un vino che solo apparentemente potrebbe essere un’etichetta di secondo piano, ma che invece trova una sua cifra originale e dotata di personalità. La versione 2015 profuma di fiori di glicine e sambuco, cedro, erbe aromatiche, pesca e albicocca, con tocchi mielati a rifinitura. Il sorso unisce struttura ed energia, scandite da buona fragranza e decisa sapidità, terminando in un finale di lunga persistenza. Guado al Melo, cantina nata nel 1998 e condotta da Michele Scienza e Annalisa Motta, rappresenta un progetto enologico che mette insieme un patrimonio varietale fatto di svariati vitigni mediterranei e addirittura caucasici. L’estensione coltivata a vigneto è di 20 ettari, per una produzione media complessiva di 120.000 bottiglie annue. Un’azienda dal “taglio” classico per la zona, ma anche una specie di laboratorio sperimentale a cielo aperto, visto che Michele è il figlio di Attilio Scienza, noto professore di viticoltura all’università di Milano, che tanto ha dato allo sviluppo di questa disciplina in tutta Italia.
(are)
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