Tempi di risposta più brevi per la concessione degli spazi pubblici nelle aree soggette ad autorizzazione culturale e paesaggistica: 45 giorni, rispetto ai termini ordinari (che possono arrivare anche a 120). Dopodiché scatterà il silenzio assenso: se l’amministrazione non si sarà pronunciata, la richiesta si intenderà concessa. Nelle altre aree, invece, non saranno necessarie le autorizzazioni delle Soprintendenze, ferme restando le competenze comunali sull’occupazione del suolo pubblico. Via libera preliminare del Consiglio dei Ministri allo schema di riordino per la concessione degli spazi pubblici e la regolamentazione dei dehors (con una disciplina transitoria per quelli già installati, a partire dai quali, in tempi non sospetti, avevamo lanciato su WineNews la riflessione su “I suoli pubblici dei borghi del vino come le spiagge per i balneari: costano poco e rendono tanto”, ndr). “Un provvedimento equilibrato e di buon senso che segna un passo decisivo verso il definitivo superamento della stagione delle proroghe per approdare finalmente a un quadro normativo di semplificazione stabile”, ha commentato Fipe-Confcommercio, l’associazione di riferimento dei pubblici esercizi italiani, auspicando che l’iter di approvazione del decreto avvenga entro la fine dell’anno, come previsto dalla legge.
L’introduzione del termine di 45 giorni per il rilascio delle autorizzazioni culturali e paesaggistiche, unitamente all’applicazione del meccanismo del silenzio assenso e alla circoscrizione dei vincoli alle sole aree di eccezionale valore culturale, risponde, infatti, secondo l’associazione, alle esigenze concrete del settore e riconosce il ruolo centrale della categoria nella tutela del decoro e nella promozione di un’accoglienza di qualità, nel rispetto dell’identità storica e architettonica delle città: “i dehors costituiscono un servizio pubblico che presidia il territorio, migliora la vivibilità degli spazi urbani e li rende più belli e fruibili - sottolinea Fipe-Confcommercio - l’impostazione del provvedimento responsabilizza direttamente gli operatori e indica la strada corretta per coniugare la tutela del patrimonio con lo sviluppo economico”.
Inoltre, per semplificare e accelerare il percorso burocratico, gli enti locali e il Ministero della Cultura potranno stipulare accordi o intese che definiscano criteri generali e prescrizioni su caratteristiche delle strutture, materiali, colori, collocazione e arredi. Quando tali condizioni saranno rispettate, l’installazione sarà autorizzata in automatico.
“Adesso ci sono regole più chiare e tempi certi per investire e programmare le proprie attività coniugando le esigenze commerciali con la tutela dei luoghi della cultura e la qualità della vita dei residenti”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
“La tutela del patrimonio e la vita delle nostre città richiedono regole chiare e scelte responsabili - ha commentato anche il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli - concentriamo l’attenzione sui luoghi di eccezionale valore e favoriamo soluzioni che rispettino i monumenti, il paesaggio e il decoro degli spazi pubblici. Con questo provvedimento rendiamo più semplice, veloce ed efficiente il rapporto tra imprese e amministrazioni e assicuriamo che la fruizione dei beni culturali resti al centro delle decisioni”.
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