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L’ACCUSA

Coldiretti: “10 anni di legge sul caporalato macchiati, nuova Pac sarà senza condizionalità sociale”

Dito puntato contro Ue e Copa: “un pericoloso passo indietro”. E annuncia la partecipazione alla mobilitazione dell’Effat del 3 novembre, a Bruxelles
AGRIFISH, CAPORALATO, CGIL, CISL, LEGGE, PAC, UE, UIL, Non Solo Vino
Coldiretti contro Ue e Copa sulla condizionalità sociale nella nuova Pac

Il decimo anniversario dall’entrata in vigore della legge 199/2016 contro il caporalato “è macchiato dalla scelta dell’Unione Europea che ha cancellato dalla nuova Politica Agricola Comune la condizionalità sociale”, ovvero quel meccanismo che vincola l’erogazione dei fondi europei al rispetto delle leggi sul lavoro e della sicurezza dei braccianti. Coldiretti, da sempre in prima linea con il suo Osservatorio Agromafie per tutelare la dignità del lavoro e contrastare le infiltrazioni criminali nelle filiere produttive, rifiuta categoricamente l’esclusione del vincolo dall’accordo parziale sulla riforma della Pac post 2027 discusso, nei giorni scorsi, al Consiglio Ue Agrifish, a Lussemburgo: “si tratta di un pericoloso passo indietro - aggiunge - siamo l’unica organizzazione agricola datoriale in Europa ad aver sempre sostenuto la necessità di questo vincolo nella Pac”.
Dito puntato contro il Copa, il Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell’Ue, accusato da Coldiretti di aver favorito questa esclusione e “vincendo questa battaglia di inciviltà”. L’associazione degli imprenditori agricoli ha annunciato anche la propria partecipazione alla mobilitazione del 3 novembre in piazza a Bruxelles indetta dall’Effat, organizzazione europea dei lavoratori agricoli alla quale partecipano Cgil, Cisl e Uil. La cancellazione della condizionalità sociale dalla nuova Pac “è un grave passo indietro nella costruzione di un’Europa più giusta, sostenibile e attenta alla qualità del lavoro, maturato nonostante l’iniziativa del governo italiano a difesa e sostenuta purtroppo solo da Spagna, Austria e Danimarca - dichiarano, a loro volta, i segretari generali Giovanni Mininni (Flai-Cgil), Enrica Mammucari (Uila-Uil) e il reggente nazionale Antonio Castellucci (Fai-Cisl) - parliamo di una conquista che Fai, Flai e Uila, insieme al movimento sindacale europeo, hanno perseguito per oltre 20 anni e che ha portato, nel 2021, a introdurre nella Pac un principio fondamentale: chi beneficia delle risorse europee deve rispettare le norme sul lavoro. L’agricoltura europea non può prescindere dalla dignità, dalla sicurezza e dalla qualità del lavoro”. 
Sul tema è intervenuto, via Instagram, anche il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: “l’Italia ha difeso, da sola in Europa, la condizionalità sociale. Un principio semplice, di buon senso: chi non rispetta i diritti dei lavoratori non deve poter ricevere un euro dallo Stato. Applicarla in Italia è stato il mio primo provvedimento da Ministro. Oggi, però, a Bruxelles vorrebbero cancellare questa misura - ha detto - per questo ho rivolto un appello a tutte le forze politiche rappresentate nel Parlamento Europeo, affinché venga ripristinato e difeso un principio fondamentale di giustizia sociale e civiltà. I diritti dei lavoratori non possono essere messi in discussione”.

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