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LA VENDEMMIA DA FICO

Adesso anche Fico racconta la vendemmia a settembre ... Dentro le mura del Parco Agroalimentare

Settembre è il mese più importante per vignaioli, alle prese con il “rito”, e per gli eno-appassionati, con tutti i territori che si vestono a festa

Settembre, l’estate è quasi finita e nell’aria c’è già odore d’autunno. Per il mondo del vino, settembre è un mese tra i più importanti e allegri: inizia la vendemmia, il primo momento in cui il lavoro e il sacrificio si mostrano in tutta la sua bellezza. La raccolta dell’uva è uno di quei momenti in cui l’uomo e la terra sono uniti da un filo di tradizione indissolubile, i tanti territori del vino italiani sono segnati da grandi feste e celebrazioni, che sono belle da vivere per enoappassionati e turisti, quanto delicate ed importanti per chi del vino ha fatto la sua vita da imprenditore e da professionista. Scoprire e conoscere la vendemmia attraverso mostre, eventi, musica e particolari diversi da paese a paese, con “wine experience” diffuse a contatto con territori che, pur aprendosi agli appassionati e ai turisti, allo stesso tempo affrontano il loro tempo più importante, in quel mix di narrazione e di lavoro duro che da sempre caratterizza il racconto del vero vino italiano.
Un rito unitario, nelle tante diversità diffuse del Belpaese, che anche Fico Eataly World, il parco del cibo più grande del mondo, aperto nel 2017, vuole celebrare dedicando tutto il mese settembre alla vendemmia, ma lo farà ... dentro alle sue mura. Uva e vignaioli che, negli orientamenti del Parco e supermercato fuori Bologna, saranno l’atout del Festival del Vino, con tanti, anzi tantissimi, eventi: dalle Viniadi e Baroliadi, vere e proprie gare a punti dove ci si sfida sulla conoscenza in materia enoica, alla tanto attesa pigiatura dell’uva a piedi nudi, dal Vivaio di Fico, dedicato ai vignaioli under 30, alla mostra “Paesaggi d’Autore. I patriarchi arborei e le viti storiche nell’Italia di Tonino Guerra”, con le foto ed i disegni di Sergio Guidi ...
Insomma, una lunga rassegna di racconti sull’uva, chiusa però dentro a “quattro mura”, dove viene meno il legame con la terra, con le origini, con il mondo contadino e la natura che, forse, è ciò che mantiene il vino uno dei prodotti più amati e veri che l’Italia produce, e che meglio sanno raccontarla e rappresentarla.

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