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TURISMO AGRICOLO

Agriturismi italiani, un protocollo per salvare 9 milioni di presenze estive

Coldiretti fornisce il vademecum per riaprire in sicurezza le 24.00 strutture del Belpaese, che rischiano 1 miliardo di euro di perdite nel 2020
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L’estate degli agriturismi italiani

Un protocollo per accompagnare nella “Fase 2” i 24.000 agriturismi italiani, pronti a riaprire dopo il lockdown per non perdere quasi 9 milioni di turisti che scelgono le campagne del Belpaese durante la stagione estiva. Lo ha fornito l’associazione della Coldiretti “Terranostra”, che ha stilato un vademecum di comportamenti sia per i servizi di ristorazione che per l’alloggio per vivere in tutta tranquillità la sosta e il soggiorno nelle aziende agrituristiche, che per la loro posizione, il numero contenuto di posti letto e a tavola e gli ampi spazi all’aperto sono tra i luoghi in cui è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza fuori dalle mura domestiche.
Al primo posto del protocollo c’è proprio la valorizzazione e l’utilizzo degli spazi all’aperto degli agriturismi in modo da garantire al meglio le misure di sicurezza con la massima distanza fra i tavoli. Il testo prevede poi diverse misure precauzionali: dall’uso di igienizzanti al mantenimento delle distanze fra gli ospiti e fra i lavoratori, dalla sanificazione delle camere a quella dei dispenser di acqua nelle aree comuni, dalla disinfezione di tavoli e sedie alla pulizia delle stoviglie a temperature mai inferiori ai 70 gradi, dall’organizzazione di momenti di didattica all’aperto per evitare assembramenti in luoghi chiusi, alla gestione dei pagamenti con servizi a distanza per ridurre al minimo qualsiasi contatto con il denaro fisico. Regole di sicurezza vengono indicate per l’agricampeggio, per il cibo da asporto e per la consegna di pasti a domicilio, mentre alle aziende sono state fornite anche le grafiche per i cartelloni informativi da disporre all’ingresso, nelle sale comuni e nelle camere.
Ci sono tutte le condizioni per il rispetto delle misure di precauzione negli agriturismi, precisa la Coldiretti, dopo che la chiusura forzata ha fatto saltare sia il periodo pasquale sia i ponti del 25 aprile e del 1 maggio, con perdite che nel 2020 rischiano di avvicinarsi al miliardo di euro senza una decisa inversione di tendenza. A pesare, oltre al calo della domanda interna, è il crollo del turismo internazionale, con gli stranieri che rappresentano il 59% dei pernottamenti complessivi. Senza dimenticare le cancellazioni forzate delle cerimonie religiose (cresime, battesimi, comunioni, matrimoni) che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell’anno. In primavera si concentrano anche tutte le attività di fattoria didattica che molti agriturismi svolgono per dare la possibilità ai ragazzi di stare all’aria aperta in collaborazione con le scuole, ora chiuse.
L’Italia, ricorda la Coldiretti, è leader mondiale nel turismo rurale con le strutture agrituristiche diffuse lungo tutta la Penisola in grado di offrire 253.000 posti letto e quasi 442.000 posti a tavola per un totale di 14 milioni di presenze lo scorso anno, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat. “L’agriturismo svolge un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy nella Fase 2 perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità per la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane per garantire il rispetto delle distanze sociali ed evitare affollamento - spiega Diego Scaramuzza, presidente Terranostra - in quasi due comuni italiani su tre sono presenti strutture agrituristiche con una netta prevalenza dei piccoli comuni dove nasce il 92% delle tipicità agroalimentari Made in Italy e con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa anche evitare il pericoloso rischio di affollamenti in città, in montagna o al mare”.

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