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SALUTE

Alcolici, un consumo moderato-lieve non aumenta la mortalità di cancro rispetto a chi è astemio

Lo studio condotto da ricercatori della Weill Cornell Medicine di New York. Il tasso più basso è stato riscontato tra i “lievi”
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Secondo una ricerca, un consumo moderato di vino non aumenta la mortalità per cancro

La scienza, come è naturale, continua ad interessarsi alla correlazione esistente tra consumo di alcol e salute. Numerosi studi sono stati pubblicati nel corso degli anni e se è ovvio che un’assunzione eccessiva di alcolici nuoce alla salute, le divergenze, anche tra gli studiosi, entrano in gioco quando si parla di un consumo moderato. Un recente studio mostra, però, un’evidenza importante, ovvero che un consumo moderato o lieve di alcolici non aumenta la mortalità per cancro rispetto a chi è astemio, mostrando, addirittura, risultati migliori. Si tratta di uno studio statunitense (“Reevaluating the Alcohol-Cancer Link: Long - Term Cancer Mortality Outcomes in the Regards Study”) condotto da ricercatori della Weill Cornell Medicine di New York e pubblicato a maggio 2026 nella rivista “Journal of General Internal Medicine”.
Per l’indagine, sono stati analizzati i dati di 26.694 partecipanti utilizzando i dati dello studio “Regards” che ha reclutato 30.239 adulti di età pari o superiore a 45 anni tra il 2003 e il 2007 seguendoli tuttora. La classificazione per l’assunzione delle bevande alcoliche è stata così definita: nessun consumo (0 bevande a settimana per uomini e donne), consumo leggero (fino a 3 bevande a settimana per uomini e donne), consumo moderato (da 4 a 14 bevande a settimana per gli uomini e da 4 a 7 bevande a settimana per le donne), consumo elevato (almeno 15 bevande alcoliche a settimana per gli uomini e almeno 8 bevande alcoliche a settimana per le donne). Sono stati stimati modelli di Cox (metodo statiscito per l’analisi della sopravvivenza, ndr) per determinare le associazioni tra il consumo di alcol e la mortalità per cancro.
Nel corso di un periodo mediano di follow-up di 13,3 anni, sono stati registrati 2.306 decessi per cancro tra i 26.694 partecipanti allo studio “Regards” inclusi nel campione analitico (8,6%). Il tasso più elevato è stato osservato tra i forti consumatori di alcol, seguito da quello degli astemi e dei consumatori moderati, mentre il tasso più basso è stato riscontrato tra i consumatori lievi. Analogamente, la sopravvivenza è minima tra i forti consumatori di alcol e massima tra i consumatori lievi.
Le conclusioni dello studio, però, sconsigliano l’utilizzo di bevande alcoliche: “i nostri risultati hanno implicazioni importanti per gli oltre 18 milioni di persone a cui è stato diagnosticato un cancro. Sebbene un consumo di alcol da lieve a moderato possa apparire neutro o addirittura protettivo in alcune analisi, sconsigliamo di interpretare l’assunzione di alcol come benefica per gli esiti della malattia oncologica. Al contrario, il nostro studio avvalora le raccomandazioni di sanità pubblica volte a limitare il consumo di alcol e sottolinea la necessità di affrontare i fattori di rischio concomitanti - in particolare l’uso di tabacco - per ridurre la mortalità per cancro. È fondamentale, inoltre, promuovere strategie che superino l’isolamento di un singolo fattore legato allo stile di vita o a un comportamento sanitario, adottando, invece, prospettive più olistiche e complessive sulle abitudini dell’individuo, che includano attività fisica, fumo, alimentazione e consumo di alcol”.

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