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Anche nel 2019 l’alimentare è il settore che cresce di più: i dati Istat “letti” da Federalimentare

Produzione a +2,2% nei primi 4 mesi dell’anno, mentre l’industria italiana fa -1,5%. Il presidente Vacondio: “si cresce grazie all’export”
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Anche nel 2019 l’alimentare è il settore che cresce di più

L’industria alimentare italiana corre più forte di ogni altro grande settore. Il dato emerge dalle ultime rilevazioni Istat sulla produzione. Nel mese di aprile il comparto alimentare registra, su indici a parità di giornate lavorative, un aumento del +4,9% sullo stesso mese dell’anno precedente. E nei primi quattro mesi dell’anno, il settore mostra così un aumento del +2,2%, in controtendenza con l’industria italiana nel suo complesso, a -1,5% ad aprile, e -0,7% nel quadrimestre. A frenare gli entusiasmi è il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio: “questa performance nasce dalla spinta specifica delle vendite pasquali e soprattutto dal consolidato trend dell’export, che è sempre più il fattore trainante del settore alimentare, mentre sui consumi interni non registriamo la stessa vivacità di fondo”.

Sui tredici macrocomparti censiti dall’Istat, sottolinea Federalimentare, solo quattro evidenziano variazioni positive. E tra questi l’alimentare appare decisamente il migliore. Fra i trend in crescita seguono nel periodo, le “altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature” (+1,4%), la “fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica” (+0,5%), la “fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche” (+0,2%). Mentre scivolano nettamente in negativo, in particolare la “fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati” (-7,7%), la “metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo” (-3,7%), i “mezzi di trasporto” (-3,6%) e i “prodotti farmaceutici” (-3,6%). Alcuni comparti alimentari infine si smarcano in positivo rispetto all’andamento medio di settore. In particolare, sul quadrimestre, spiccano la “distillazione, rettifica e miscelatura degli alcolici” (+23,9%), il “pane e prodotti di pasticceria freschi” (+8,4%), i “succhi di frutta e ortaggi” (+7,6%), l’“alimentazione per animali” (+6,7%), i “vini da uve” (+5,9%), il “cacao, cioccolato, caramelle e confetterie” (+5,2%) e la “birra” (+5,1%).

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