La piccola realtà produttiva della famiglia Bergmannhof si trova nel comprensorio di Appiano e conta su 4,5 ettari a vigneto da cui si ricavano complessivamente 35.000 bottiglie. Si tratta di una cantina a gestione squisitamente familiare - per certi aspetti una sorta di “eccezione” vista la predominanza, a queste latitudini, delle cantine sociali - che incarna con buona definizione gli stilemi classici dei vini altoatesini, con esecuzioni pulite e ben profilate. La propensione aziendale è spostata verso il lato rossista della produzione, sospeso tra varietà locali ed internazionali, quest’ultime leggermente prevalenti. Il portafoglio etichette è articolato e comprende ben 12 referenze: un Rosé (da uve Cabernet Cortis, varietà PIWI); una Schiava; un Lagrein base e il Lagrein “Karl” Riserva; uno Chardonnay anche in versione Riserva - il “Lina”; un Merlot; il Pinot Bianco “Gaider”; il Pinot Nero “Lahn” Riserva; l’“Eart” (a base di Chardonnay e Sauvignon); l’“Hoamet” (Schiava in purezza) e il “Kalch” (blend a base di Cabernet Franc e Merlot). Il Pinot Bianco Gaider 2024, maturato per 16 mesi in tonneau, profuma di erbe aromatiche, pesca e fiori di biancospino, con tocchi leggermente balsamici e ammandorlati. In bocca il sorso è piacevolmente scorrevole e saporito, sviluppandosi con i toni polposi del fruttato e terminando in un finale dai toni agrumati e dal tocco mentolato in chiusura.
(fp)
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