02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
CLIMA

Caldo record, “non c’è emergenza nei vigneti, ma dipende quanto durerà”, spiega Leonardo Valenti

“Abbiamo avuto una primavera piovosa, i terreni sono idratati. Vedremo cosa succede nei prossimi 7-10 giorni” conferma l’esperto a WineNews

L’ondata di caldo che da almeno due settimane opprime l’Europa non si misura solo in record termici e bollettini sanitari: nelle campagne - in Italia, in Francia e nelle altre regioni vinicole del Mediterraneo - cresce la preoccupazione per le vigne. Temperature sopra i 35-38°C, con notti che non scendono mai sotto i 25°C, stanno mettendo a dura prova le piante in una fase delicata della stagione, quella che precede l’invaiatura. “Per i vigneti non è ancora emergenza, ma dipende quanto dura ancora questo caldo anomalo - spiega a WineNews Leonardo Valenti, docente di viticoltura all’Università di Milano e tra i più importanti esperti italiani - per adesso non ho rilevato problematiche legate allo stress, vedremo nei prossimi 7-10 giorni cosa succede. Per fortuna la primavera è stata buona, nel senso che è piovuto abbastanza, e a livello di suolo c’è una buona idratazione. Adesso c’è da fare relativamente poco: sicuramente non si deve eliminare la vegetazione, in questo modo la pianta gode della protezione delle foglie, che servono un pochino a mitigare le temperature estreme che stiamo raggiungendo. Come sempre non abbiamo messo in pratica quelle politiche che potevano essere utili, come la copertura delle uve con reti o con altri sistemi, e quindi andiamo incontro a quelle che sono le problematiche dell’annata. In ogni caso il problema attualmente è più del Centro-Nord che del Sud”.
A WineNews Leonardo Valenti usa parola rassicuranti sugli effetti del caldo record di questi giorni sui vigneti: “per adesso non ho visto in giro problematiche legate allo stress. Certo, se continua così, più avanti potrebbe saltare fuori qualcosa, ma per ora aspettiamo qualche giorno a parlare di emergenza vera e propria. A livello di suolo c’è una buona idratazione (tranne in terreni estremi, come quelli ricchissimi di sabbia): se adesso facciamo un buco in terra, con la neve che è venuta in inverno e con la pioggia che è caduta in primavera, i terreni sono ancora sufficientemente dotati di idratazione”.
“Da fare c’è relativamente poco - continua Valenti - nel senso che c’è sempre una difesa attiva e una passiva. Sicuramente non si deve eliminare la vegetazione, in modo che la pianta rimanga coperta e abbia una protezione dalle foglie, che servono un pochino a mitigare quelle che sono le temperature estreme che stiamo raggiungendo. Il problema secondo me è più quasi del Centro-Nord che del Sud, almeno per quello che ho visto io: per esempio in Basilicata la settimana scorsa non c’era niente da rilevare, anche se faceva molto caldo. La questione è sempre la stessa, non abbiamo ancora messo in pratica quelle politiche che potevano servire, come la copertura delle uve con reti o con altri sistemi, e quindi andiamo incontro a quelle che sono le problematiche dell’annata. La vite con queste temperature tende a bloccarsi e non fa più fotosintesi, quindi rimane quiescente, aspettando momenti migliori. Dipende quanto dura ancora questa situazione: anche se andasse avanti ancora qualche giorno - pare che dall’inizio della prossima settimana ci saranno dei cambiamenti nel meteo - torneremo in una condizione di normalità e a quel punto non ci sarebbero più problemi. Come per tutte le cose, c’è un limite oltre cui non si può andare. Ancora non si è raggiunto quel limite, però, se continuasse così - e io spero ardentemente di no - potremmo avere problemi. Ma se ne può parlare tra una decina di giorni” conclude Valenti.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli