Ogni generazione lascia un segno. Quello di Luca Cantamessa passa anche attraverso Iperico, uno Chardonnay che interpreta la terra di Costigliole d’Asti, in Piemonte, con un tocco molto personale. La storia della famiglia Cantamessa affonda le radici agli inizi del Novecento con Lorenzo Cantamessa. Dopo le difficoltà attraversate nel periodo delle guerre, l’azienda ha conosciuto una nuova stagione di crescita a metà degli anni Novanta grazie ad Aldo. Oggi, con Luca, è arrivata alla quarta generazione e si estende su 27 ettari coltivati in biologico. «Iperico è nato pochi anni fa in risposta alla richiesta di uno Chardonnay “premium”. La prima idea, forse la più banale, era quella di lavorarlo in barrique. Ma i bianchi affinati nel legno non rispecchiano il mio gusto. Abbiamo quindi scelto una stabulazione a freddo prefermentativa, durante la quale il mosto acquisisce struttura e complessità, diventando più interessante», racconta Luca. Il nome del vino è una dedica al secondogenito Giovanni. L’iperico è per eccellenza l’erba di San Giovanni, una pianta che nella tradizione popolare è simbolo di luce, protezione e rinascita. Un bianco di alto profilo senza seguire la strada più prevedibile, dal bel profumo complesso e persistente, e una spiccata sapidità confermano la scelta di lasciare che siano il vitigno e il territorio a esprimersi con naturalezza. Da provare con un risotto al limone, timo e mandorle tostate.
(Fiammetta Mussio)
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