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Cantine Riunite & Civ (con il Gruppo Italiano Vini), Caviro e Antinori, che sale sul podio: ecco i leader del vino italiano con fatturato oltre i 100 milioni di euro nella classifica della giornalista Anna di Martino per il “Corriere della Sera”

Cantine Riunite & Civ, con 594 milioni di euro, di cui 385 “messi in cantina” dal Gruppo Italiano Vino, poi Caviro, con 220 milioni di euro, e la Marchesi Antinori, con 202 milioni di euro, solo con la divisione legata al vino, sale sul podio: ecco i big del vino italiano nell’edizione 2018 della autorevole classifica realizzata dalla giornalista Anna di Martino per il “Corriere della Sera”, analizzata da WineNews che mette in fila le cantine del Belpaese che fatturano più di 100 milioni di euro. Che dalle 17 dell’anno precedente, diventano 19, con gli ingressi della cantina romagnola Mondodelvino group, in posizione n. 17 con 106,84 milioni di ricavi (+10% sul 2017) e la storica realtà chiantigiana Ruffino, di proprietà del colosso Usa Constellation Brands, al n. 18 con 106,83 milioni (+8%).

19 cantine, dunque, che insieme mettono insieme un fatturato che supera i 3,3 miliardi, un quarto di quello del settore (secondo diverse stime intorno ai 13 miliardi di euro), ed esportazioni per più di 2,3 miliardi (più di un terzo delle esportazioni) e una produzione di oltre 1,2 miliardi di bottiglie.
Nella “top 10”, appena ai piedi del podio, la Zonin 1921, con 201 milioni di euro, seguita dalla Fratelli Martini con 193, le trentine Mezzacorona e Cavit, con 184 e 182 milioni di euro, e ancora Casa Vinicola Botter Carlo, con 179 milioni di euro, ed il gruppo Santa Margherita, con 168 milioni di euro. A chiudere la lista, nomi come Italian Wine Brands, La Marca, Cantina di Soave, Collis Veneto, Cevico, Schenk Italian Wineries, Mondodelvino, Ruffino e Marchesi Frescobaldi.

Ma se questi sono leader del vino italiano per fatturato, con tutti che vedono una quota export pressoché dominante, in Italia il canale più importante per la vendita di vino, è quello della Gdo, dove, secondo Iri, nel 2017 sono stati venduti 648 milioni di litri, per 1,8 miliardi di euro, lo 0,2% in meno in volume ed il 2% in più in valore, con un prezzo medio al litro di 2,85 euro, che sale a 4,54 per vini Dop e Igp.

E qui, secondo l’analisi di Anna di Martino, il leader assoluto è il gruppo Caviro, con una quota di mercato del 7% (con marchi come Tavernello e Botte Buona tra le etichette più vendute), seguita dal gruppo Italiano Vini con il 4% (con marchi come Tura Lamberti, Bigi, Rapitalà e Cavicchioli), e poi Cantine Riunite e Civ con il 3% (e marchi come Maschio, Righi e Garzellino).

A seguire, con il 2% a testa, Due Tigli-Cevito e Caldirola, poi Cavit con l’1,5% della gdo, e ancora con l’1% a testa, Verga, Cielo e Terra, Chiarli e Cecchi, “il vero exploit della top 10 - spiega la Di Martino - l’azienda toscana presente negli scaffali con linee di vino dedicate come il Morellino La Morra, che ha messo a segno i maggiori incrementi in assoluto (intorno al +10%) sia in termini di fatturato che di volumi, vantando anche un prezzo medio tra i più elevati”.

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