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LATTIERO CASEARIO

Cheese2019/Ismea: continuano a calare i consumi domestici di latte e derivati, a -4% dal 2014

Si conferma così uno dei settori più critici dell’agroalimentare, nonostante sia anche uno dei più importanti, con un fatturato di 16 miliardi di euro
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Il settore lattiero caseario italiano nei dati Ismea

Quello lattiero caseario è uno dei settori più importanti del sistema agroalimentare nazionale, che con un fatturato di 16,3 miliardi di euro, detiene il primato nell’ambito industriale di cui rappresenta il 12%. Tutto positivo, se non fosse che i consumi delle famiglie italiane, nei dati elaborati dall’Ismea (e presentati a Cheese, evento dedicato al mondo dei formaggi a latte crudo firmata Slow Food, di scena a Bra da oggi al 23 settembre), indicano un trend complessivamente in flessione negli ultimi anni. Secondo Ismea, infatti, la spesa sostenuta dalle famiglie italiane per i consumi domestici di latte e derivati è progressivamente diminuita nell’ultimo quinquennio, pari a un -4% tra il 2014 e il 2018: la flessione dei consumi domestici è proseguita anche nel 2018, con un -1,3% sul 2017 in termini di spesa, confermando il lattiero caseario come uno dei settori più critici dell’agroalimentare. In particolare, continua a essere penalizzante per la filiera la contrazione dei consumi di formaggi, che ha registrato un -1,9% in volume e -1,2% in valore tra il 2017 e il 2018, troppo spesso oggetto di attacchi appositamente costruiti.

A fronte di un generalizzato calo dei consumi domestici, però, allo stesso tempo i dati Ismea rilevano, segmenti molto dinamici, ad esempio in virtù delle caratteristiche qualitative in termini di tipicità e tradizione come nel caso dei formaggi Dop-Igp, con una tendenza contraria a quella dei prodotti più “indifferenziati”, come formaggi spalmabili, mozzarella vaccina, latte uht standard, che non incontrano le preferenze di consumo delle famiglie italiane, mostrando una forte contrazione. Senza dubbio gioca un ruolo fondamentale nell’indirizzare la scelta dei consumatori la maggiore attenzione agli aspetti salutistici e al benessere, la maggiore responsabilità verso le sorti del pianeta, il legame con il territorio di origine dei prodotti.

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