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PIANETA & FUTURO

Cibo, ambiente, agricoltura: la “Generazione Z” vuole un futuro sostenibile e “green”

Lo studio “In a Bottle” evidenza forte sensibilità su questi temi da parte dei giovani che amano il Made in Italy ed i piatti delle tradizioni locali
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Lo studio di “In a Bottle”: cibo, ambiente, agricoltura, la “Generazione Z” vuole un futuro sostenibile e “green”

I giovani vedono un futuro a “tinte green” anche per settori fondamentali come agricoltura, ambiente e cibo. Gli adolescenti italiani si dimostrano sempre più sensibili ai temi che riguardano la sostenibilità, intesa maggiormente come rispetto e difesa ambientale (41%), ma anche dal punto di vista sociale (23%) e alimentare (33%). Rendere la società in cui viviamo più sostenibile è considerato un obiettivo importante dalla maggioranza della Generazione Z (69%). Emerge da uno studio di “In a Bottle” condotto su 1.100 ragazzi tra i 18 ed i 26 anni con metodologia Woa (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community. “Rispetto” (45%), “futuro” (41%) e “vita” (35%) sono i concetti chiave a cui viene associata la sostenibilità. Alla domanda “cosa fare per sviluppare una maggiore coscienza sempre più green e sostenibile?”, le nuove generazioni rispondono che occorre più informazione nelle scuole (53%) e un focus più ampio da parte dei media (46%), sia quelli tradizionali che i nuovi. Per la maggioranza dei giovani (69%) la sostenibilità è una priorità a livello globale anche se per il 24% non è ritenuta così fondamentale rispetto ad altre problematiche sociali o, addirittura, è valutata come una moda del momento (5%). Per quanto riguarda gli ambiti considerati di primaria importanza, in cui le pratiche sostenibili svolgono un ruolo cruciale, la maggioranza dei giovani ritiene che le problematiche di tipo ambientale (41%) richiedano un’attenzione globale maggiore. Altra area di estrema importanza è la sostenibilità in campo alimentare (32%) e la conseguente lotta agli sprechi da parte dei consumatori; segue poi la sostenibilità sociale (17%) dove la principale preoccupazione dei ragazzi è legata alla squilibrata distribuzione di risorse e servizi su scala globale, con molte zone del mondo in cui non è garantito neanche l’accesso a beni di primaria necessità. In secondo piano, invece per la Generazione Z è la sostenibilità economica (9%).
Il primo valore che viene associato alla sostenibilità è “rispetto” (45%). Consapevoli dell’importanza di lasciare in eredità alle generazioni future un pianeta sano e pulito, altri concetti chiave strettamente legati al tema della sostenibilità, secondo i giovani, sono “futuro” (41%) e “vita” (35%). Una visione che nella quotidianeità si traduce in comportamenti virtuosi nella mobilità (58%) con sempre più ragazzi che preferiscono muoversi in città usando mezzi a basso impatto ambientale come biciclette e monopattini; il riciclo (51%) seguendo la filosofia delle tre “R” (Riduci, Riusa, Ricicla); l’utilizzo intelligente delle risorse in casa (47%) attraverso la riduzione dell’utilizzo di elettrodomestici e acqua corrente; la filiera agroalimentare (39%), optando sempre più per cibi made in Italy e piatti tipici delle tradizioni locali. E, proprio in quest’ottica, c’è un forte interesse nel sostenere il mondo della ristorazione, ritornando a frequentare trattorie e locali storici messi a dura prova negli ultimi mesi ma considerati tra i patrimoni da tutelare del nostro Paese, capaci di educare a corretti stili alimentari e di promuovere le eccellenze territoriali. Il 71% degli intervistati dice che vi è ancora poca attenzione sui temi della sostenibilità. Per la Generazione Z dipende dal poco spazio che trovano nel dibattito pubblico (45%) in particolare all’interno dei palinsesti tv e sui giornali ma anche alla mancanza di politiche sostenibili (28%) volte a favorire ed incentivare pratiche che siano strettamente legate alla salvaguardia degli ecosistemi ambientali e delle risorse naturali.
Per aumentare la sensibilità su questi argomenti le nuove generazioni sostengono che occorre educare e abituare fin da piccoli alle buone pratiche cominciando già nelle scuole (53%), trampolino ideale per maturare una “coscienza sostenibile” come loro naturale patrimonio culturale. Per il 46% una maggiore sensibilità deve passare da campagne di sensibilizzazione e di comunicazione che possano amplificare il messaggio sull’importanza della sostenibilità dal punto di vista ambientale, alimentare, sociale ed economico. Infine, anche le istituzioni devono fare la loro parte proponendo più interventi e politiche (31%) per far aumentare le pratiche sostenibili e sviluppare una coscienza sempre più green e rispettosa della natura.

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