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Cibo, i consumatori si fidano degli agricoltori, più che di distributori, trasformatori e Governi

AGRICOLTORI, CIBO, EIT FOOD, FIDUCIA, FILIERA, Non Solo Vino
Cibo, i consumatori si fidano degli agricoltori, più che di distributori, trasformatori e Governi

Etica e fiducia, soprattutto in tempo di Covid, sono diventate parole chiave fondamentali negli stili di consumo di tanti, e praticamente per tutte le categorie merceologiche. E valgono ancora di più per il cibo e per tutto quello che ci ruota intorno. E nella lunga filiera dal campo alla tavola, non priva di criticità e distorsioni come sottolineato più volte da molti, a partire da Slow Food, i consumatori europei si fidano soprattutto degli agricoltori. Emerge da un sondaggio, su 19.800 persone di 18 Paesi Ue firmato da Eit Food, la divisione legata al cibo dello European Institute of Innovation & Technology (e che vede tra i partner italiani Università come quelle di Torino e Bologna, e aziende come Caviro, Inalca e Granarolo). Secondo il report, il 67% dei consumatori dice di fidarsi degli agricoltori, il dato più alto tra tutto gli attori della filiera del cibo, mentre i rivenditori raccolgono la fiducia del 53% dei consumatori (dato, comunque, in crescita del 7% sul 2018). Agenzie governative dedicate al cibo e produttori di cibo, invece, raccolgono la fiducia, rispettivamente del 47% e del 46% dei consumatori, mentre più di uno su quattro dichiara apertamente di non fidarsi affatto di queste due categoria (dato che è solo del 13% rispetto agli agricoltori).
Guardando alle scelte su cosa portare in tavola, 7 consumatori su 10 dichiarano di scegliere prodotti salutari quando possono, il 43% pensa che comunque il cibo in commercio sia genericamente ok per la salute, ed il 40% è convinto che si trovino più prodotti autentici e naturali sul mercato, rispetto a quelli contraffatti o artefatti. Appena il 30% dei consumatori, poi, è convinto che il cibo sia prodotto in maniera sostenibile (da un punto di vista ambientale, ma anche sociale ed etico), mentre il 42% è convito del contrario. Un dato che stride contro il 76% dei consumatori europei che avverte una sorta di obbligo morale nello scegliere prodotti più attenti all’ambiente, con 6 su 10 che dicono di sceglierli rispetto a quelli che non lo sono, quando questa alternativa è possibile.

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