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Cinque stelle alla difficile 2017 del Nobile, che nel calice presenta una 2015 caratterizzata dalla grande interpretazione stilistica e complessità... Montepulciano, uno dei territori del vino d’Italia più citati nella storia, cresce con investimenti

Italia
Le cinque stelle alla difficile 2017 del Nobile di Montepulciano

Rating di cinque stelle su cinque alla 2017 per il Nobile di Montepulciano, probabilmente un’annata un po’ sopravvalutata, nonostante a Montepulciano le annate più calde siano solitamente meno impattanti, che ad “Anteprima Nobile 2018” ha portato sui banchi d’assaggio le annate prossime alla commercializzazione: 2015 (cinque stelle) e Riserva 2014 (tre stelle). L’annata 2015, una delle più interessanti dell’ultimo quinquennio in Toscana, ha espresso un livello qualitativo nettamente superiore alle Riserva 2014, peraltro presenti con pochissimi campioni, e forse con un rating troppo generoso attribuito all’annata in questione (www.consorziovinonobile.it).
L’interpretazione complessiva del 2015 offerta dai produttori del Nobile di Montepulciano è stata sostanzialmente centrata, sia sul lato della piacevolezza aromatica e gustativa, con vini capaci anche di esibire livelli di complessità ragguardevoli, sia su quello della precisione stilistica, voce quest’ultimo che segna un buon trend migliorativo per l’intera denominazione. Sulla Riserva 2014, invece, il giudizio non è altrettanto lusinghiero.
Coraggiosa la scelta di chi ha prodotto una Riserva di questo millesimo, anche se l’annata a Montepulciano non aveva evidenziato pecche clamorose. I vini, però, non sono qualitativamente così rilevanti e restano poco indicativi, visto i pochissimi, come già accennato, campioni in assaggio.

Tra le denominazioni più importanti di Toscana, il Nobile di Montepulciano ha ottenuto il riconoscimento come Doc nel 1966 (solo qualche mese dopo la prima, la Vernaccia), ma le sue radici ben più antiche: Tito Livio, 2000 anni fa, lo menziona nella sua “Storia di Roma”. Se ne hanno tracce poi lungo i secoli, arrivando al 1685 quando Francesco Redi fa dire a Bacco “versa la manna di Montepulciano... Montepulciano d’ogni vino è re!”. Ed era amato, allora come oggi, all’estero, tant’è che Voltaire nel 1759 lo elogia nel suo “Candido”.
La parola “Nobile” invece sembra essere più recente: si trova infatti nei libri aziendali delle cantine di Montepulciano dal 1829, ed è nato per distinguerlo dal vino Aleatico o al Moscatello per la sua qualità superiore. Oggi, la storia continua all’insegna degli investimenti, che nel territorio, in 15 anni, hanno toccato i 340 milioni di euro, per interventi in cantina o nei vigneti, per una media di 4,6 milioni di euro ad azienda, tra restyling della cantina, miglioramenti dei vigneti, tecnologia in campo e in cantina e sostenibilità ambientale, vera cifra distintiva della denominazione. Vivacità testimoniata anche da un altro fatto: il 42% delle aziende produttrici sono nate o hanno cambiato il proprietario negli ultimi dieci anni, nel 60% con proprietà provenienti da fuori Regione, nel 25% da Montepulciano e nel 15% dall’estero.

Tornando ai vini assaggiati da WineNews, il Nobile 2015 di Boscarelli, risulta, benché abbia ancora bisogno di un po’ di bottiglia, ben centrato nei profumi di viola e di spezie orientali, anticipo di una bocca generosa e succosa. Intenso e dal buon apporto del rovere, che comunque non disturba il bilanciamento complessivo del vino, il Nobile 2015 de Le Berne, molto interessante il Nobile di Montepulciano Viola 2015 de Il Priorino, un vino tutto in sottrazione decisamente delizioso e profumato. Buone sensazioni nel sorso del Nobile 2015 de Le Bertille, dai profumi appena affumicati e dal gusto pieno e goloso. Non delude mai il Nobile 2015 de Poliziano, dai tratti aromatici intensi e di bella profondità e dalla progressione gustativa docile e ritmata. Solido e dal timbro aromatico-gustativo da grande Sangiovese il Nobile Santa Caterina 2015 di Tre Rose (Bertani Domains). Forse la sorpresa più lieta della degustazione è il Nobile di Montepulciano 2015 della Cantina De’ Ricci, dal tratto aromatico elegante e fresco e dal sorso ritmato, sapido e bilanciato con finale in crescendo. Aromi ampi e gusto particolarmente incisivo per il Nobile 2015 di Caterina Dei, come ben fatto e di bella solidità è il Nobile 2015 de La Braccesca. Dal bel carattere terroso e sapido il Nobile di Montepulciano Burberosso 2015 di Metinella, robusto e dal tannino severo ma molto saporito il Nobile di Montepulciano I Quadri 2015 di Bindella, mentre gioca la sua partita su tonalità morbide e suadenti il Pagliareto 2015 di Lunadoro. Ancora da farsi completamente, ma già con una progressione scattante e di carattere il Nobile di Montepulciano Salco 2015 di Salcheto.

Focus - Il Nobile di Montepulciano in numeri

La denominazione poliziana si conferma una realtà robusta anche se i suoi numeri non indicano, in generale, crescite clamorose. 1.250 gli ettari iscritti a Vino Nobile di Montepulciano, 400 quelli a Rosso di Montepulciano. 250 i viticoltori (90 gli imbottigliatori, dei quali 76 associati al Consorzio). Nel 2017 sono state immesse sul mercato 7 milioni di bottiglie di Vino Nobile e 2,8 di Rosso di Montepulciano (che cresce del 10% sul 2016). Anche nel 2017 l’export ha dominato con una quota del 78% di prodotto, mentre il resto, 22%, è andato a finire nel mercato interno (40% delle vendite in Toscana, 17% nel centro Italia, 14% al nord e 20% frutto della vendita diretta, +2% sul 2016). All’estero, si conferma la Germania il primo mercato per il Nobile con il 44,5% della quota delle esportazioni, seguono gli Stati Uniti al 21,5% e la Svizzera con il 16%. Mercati asiatici in movimento con il 7% delle esportazioni.

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