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CIBO E TRASPARENZA

Coldiretti: “boom di pasta con grano 100% italiano. Chiarezza, al più presto, su De Cecco”

Il terzo produttore di pasta accusato di aver usato grano dichiarato pugliese, ma comprato dalla società francese Cavac
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Coldiretti: boom di pasta con grano 100% italiano

Con il record del 29% degli acquisti di pasta Made in Italy che utilizza solo grano nazionale “è necessario fare al più presto chiarezza sull’ipotesi di reato di frode in commercio contestata dalla Procura di Chieti alla De Cecco a Fara San Martino per la presunta importazione di grano registrato come pugliese ma in realtà acquistato dalla società francese Cavac”. A dirlo è Coldiretti in riferimento alle notizie apparse sulla stampa che vedono al centro la De Cecco, “il terzo produttore italiano di pasta - sottolinea l’organizzazione agricola - dalle cui scelte di acquisto dipende molto del lavoro di molte aziende agricole nazionali ma anche di interi territori dove non ci sono vere alternative produttive al grano. L’obbligo di indicare la reale origine del grano impiegato nella pasta è scattato in Italia il 13 febbraio 2018, quasi 3 anni fa, sotto la spinta della Coldiretti per garantire trasparenza sulle scelte di acquisto dei consumatori e sostenere i produttori italiani impegnati per garantire qualità e sicurezza alimentare. Una decisione fortemente sostenuta dagli italiani che, nell’82% dei casi, dichiarano di privilegiare l’acquisto di prodotti Made in Italy al 100% per sostenere l’economia, l’occupazione e il territorio in questo delicato momento di emergenza Covid. La stessa Antritrust - precisa la Coldiretti - è recentemente intervenuta per garantire il rispetto delle informazioni ai consumatori nelle confezioni sugli scaffali dei supermercati per quanto riguarda l’origine del grano impiegato nella pasta, nel rispetto delle norme in vigore. L’Autorità ha infatti imposto di rinunciare alla dicitura Made in Italy nel caso di utilizzazione di grano proveniente da Paesi stranieri quando la mancanza di informazioni precise o altrimenti la loro collocazione in posizione marginale sull’imballaggio induca in errore il consumatore. Una aspettativa che va tutelata con adeguati controlli per garantire il rispetto delle norme in vigore”.
Coldiretti, citando dati Istat, ha ricordato che la produzione di grano duro nazionale per la pasta nel 2020 si colloca a 3,76 milioni di tonnellate con le importazioni che sono attorno al 25%, una percentuale in calo negli ultimi anni anche grazie all’obbligo di indicare l’origine del grano.
“La domanda di grano 100% Made in Italy si scontra però con anni di disattenzione e abbandono che nell’ultimo decennio hanno portato alla scomparsa di un campo su cinque” che ha causato, spiega ancora Coldiretti, “la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati con effetti dirompenti sull’economia, sull’occupazione e sull’ambiente. Una situazione aggravata dalla concorrenza sleale delle importazioni dall’estero soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore nel nostro Paese”.

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