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CONSUMI

Coop, nella terza settimana di emergenza, italiani chef e panettieri, torna a salire il vino

Nella spesa al tempo del Coronavirus - che cresce del 14,2% - cala il take away, rallentano pasta e olio, bene aperitivi e birra

Italiani chef e panettieri (e pizzaioli) al tempo del Coronavirus: crescono le vendite di farine, lieviti e mozzarelle e calano i take away, i prodotti da rosticceria e i servizi assistiti, rallentano pasta e olio, mentre crescono i vini per lo smart-happy hour e non accennano a scendere le vendite di disinfettanti. Spesa sì, quindi, ma con moderazione e senza più assalti agli scaffali, come raccontano i dati delle vendite medie di Coop - leader di settore con il 14,2% del mercato ed un fatturato di 14,8 miliardi di euro, per il 70% dal comparto food - di queste ultime tre settimane, che segnano un +12,8% sulla media dello stesso periodo, ossia la stessa crescita già registrata nei primi 14 giorni di pandemia e che tiene conto anche dei picchi massimi di vendite raggiunti soprattutto nella prima settimana.
Sono i prodotti per la panificazione a far notare la propria crescita in questa terza settimana di acquisti: le conserve di pomodoro hanno registrato un +17% rispetto alle vendite, già in crescita, delle prime due settimane; la mozzarella ha raggiunto un +25%; il lievito di birra un +122% e la farina un +90%. Per il resto continua la spesa da bunker degli italiani: cibi a lunga conservazione e nutrienti. Carne in scatola, +47% rispetto ai 14 giorni precedenti, legumi in scatola +14%. A seguire riso +12%, zucchero +9%, latte UHT +21% e fette biscottate +8%. Non manca poi il pesce surgelato +8% o in conserva come per esempio il tonno +9%. La pasta rallenta nella terza settimana rispetto alle due precedenti con un -6%. Stesso discorso per l'olio da olive: -11% rispetto alle prime due settimane. Evidentemente due beni rifugio che hanno esaurito in questa terza settimana la loro forza d’urto.
Italiani chef, quindi meno prodotti take away, -18% rispetto alle due settimane precedenti, meno rosticceria -27% e il servito -42%. Riprende un po' la vendita di bevande e altri cibi come i vini tipici: +1% nel totale delle tre settimane (compensando quindi il calo delle prime due). Ma il gap da colmare rimane profondo. I succhi di frutta registrano nella terza settimana un + 3% rispetto alle due precedenti (ma -13% rispetto alla crescita media della spesa nei 21 giorni di pandemia). Gli aperitivi +3% (comunque al -10%), la birra +3% (ma -6 nel totale periodo). Crescono anche le creme spalmabili, con un +26% sulle prime due settimane, ma comunque un -7%, così come le merendine +6% la terza settimana, ma -6% sul totale crescita media del periodo pandemia.
Proseguono gli acquisti di disinfettanti
+81% rispetto alle due settimane precedenti (+658% nella terza settimana rispetto allo stesso periodo in assenza di Covid-19). Cala l'alcol denaturato -194%, rispetto ai 14 giorni di inizio Covid-19, ma si fa scorta di salviettine disinfettanti +79% rispetto alle prime due settimane (+482% sullo stesso periodo senza pandemia). Crescono i termometri con +195% in confronto alle due settimane precedenti (+411% rispetto allo stesso periodo senza virus). Cresce il disinfettante per superfici, +89% sulle prime due settimane di pandemia, i guanti monouso +180%, la candeggina +19% ma soprattutto l'alcol etilico alimentare +47% sui 14 giorni precedenti (un dato che fa riflettere se si pensa che ha un costo alto: circa 14 euro al litro). Prosegue la crescita di prodotti per l'igiene personale: +20% sulle due settimane precedenti, gli assorbenti e prodotti intimi +7%, mentre rallentano i prodotti per l'igiene orale -29%. Crescono invece i prodotti per capelli +24% che però non recuperano il totale della crescita del periodo e rimangono nelle tre settimane al -14%.

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