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LA CRISI DEL MIELE

Crolla produzione di miele europeo e l’import pone di nuovo il problema dell’etichetta di origine

L’europarlamentare Salvatore De Meo, membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, chiama in causa la Commissione Europea
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Giù la produzione di miele Ue, e l’import ripropone il problema dell’etichetta di origine

La produzione di miele in Europa è in forte calo e la conseguenza è che per riempire i barattoli servono i “rinforzi” dai Paesi che non sono membri dell’Unione Europea. Non si ferma, dunque, la crisi del settore apistico che, soltanto nel 2020, ha visto la produzione crollata dl 40% sul periodo 2015-2018 costringendo l’Unione Europea ad aumentare le importazioni, già incrementate del 4,9% sullo scorso anno, da Paesi extraUE. Torna, quindi, di attualità l’annoso tema delle “etichettature poco chiare” nei confronti del consumatore ma anche di un processo di lavorazione non regolato da misure rigorose come quelle europee ed anche italianedove, ad esempio, non è consentito l’uso di diversi antibiotici. Nei giorni scorsi, proprio da questi presupposti, è stata presentata una interrogazione scritta alla Commissione Europea, da parte dell’Europarlamentare Salvatore De Meo, membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale. “L’etichettatura di origine del miele - dichiara De Meo - è attualmente disciplinata dalla direttiva 2001/110/CE del Consiglio Europeo, che non prevede l’indicazione chiara dell’origine geografica del prodotto, in particolare nelle miscele che vengono etichettate in categorie generiche: UE, UE/non UE e non UE. Queste formule rappresentano oggettivamente una mancanza di chiarezza per il consumatore europeo che, invece, chiede maggiore trasparenza ed inoltre favoriscono il posizionamento nel Mercato Unico dei mieli di quelli più economici provenienti da paesi terzi. Proprio per questo - continua l’eurodeputato - nell’interrogazione ho chiesto quali misure siano in atto per garantire ai consumatori europei un’etichettatura chiara che informi meglio sull’origine del miele, e se in questa direzione si intende valutare le prime misure supplementari già intraprese da alcuni paesi membri”. De Meo evidenza la necessità di maggiori verifiche sia a tutela del consumatore ma anche per tutti quei piccoli produttori che realizzano un prodotto pregiato sia in qualità che per quanto riguarda la sicurezza. “Ho chiesto di avviare controlli più severi sulle importazioni di miele non comunitario per contrastare il fenomeno delle frodi e verificare la rispondenza del prodotto importato agli standard qualitativi dell’Unione Europea. Mi preme sottolineare anche in questo caso la necessità di salvaguardare le eccellenze alimentari dei paesi comunitari, come ad esempio il miele italiano, che, nonostante in questo ultimo anno abbia subito un forte calo determinato da pesticidi e maltempo, resta un prodotto sano, sostenibile e controllato, in gran parte prodotto artigianalmente da piccoli produttori locali, veri testimoni e sostenitori della biodiversità”.

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