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Da Vallarasca a Bricco di Nizza, da Corte a Saline, da Italiana a Gavelli: sono solo alcuni dei “cru” della “Mappa del Nizza”, firmata da Enogea di Alessandro Masnaghetti e voluta dai produttori per raccontare la “super barbera” ed il suo territorio

“Anche se contiamo ancora piccoli numeri, siamo il vino prodotto con uve Barbera che più è cresciuto in termini percentuali negli ultimi anni. Del 45% all’anno nel triennio 2015-2017, a quota 8.754 ettolitri nell’ultimo anno. E nello stesso periodo gli ettari iscritti all’albo della Docg Nizza sono aumentati del 50% ogni anno, arrivando intorno ai 200 ettari, anche se siamo ancora a meno di un terzo di quelli stimati come potenziale della denominazione, che si aggira intorno ai 700-750 ettari”.

A dirlo Gianni Bertolino, presidente dell’Associazione Produttori del Nizza,
che conta 51 aziende associate, e lavora per la valorizzazione del Nizza, il vertice qualitativo di un mondo Barbera che sta vivendo una seconda giovinezza e trainando il territorio, come già spiegato dal presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici (https://goo.gl/hmmM7x).

Nizza che, come già annunciato da WineNews, ha deciso di raccontare il suo territorio con una mappatura dei suoi vigneti, evidenziandone i cru e le loro peculiarità, affidata ad una vera autorità in materia, Alessandro Masnaghetti di Enogea, che ha firmato la “Mappa del Nizza”. Per realizzare la mappa, presentata nei giorni scorsi a Nizza Monferrato, ci sono voluti molti mesi di lavoro, “nei quali Masnaghetti ha battuto il territorio palmo a palmo - spiega una nota - e ha incontrato i produttori. Secondo Masnaghetti, la tradizione locale è l’elemento fondamentale per delimitare i confini di un cru, perché sono proprio coloro che hanno vissuto il territorio da generazioni che hanno la memoria storica dei toponimi e delle posizioni delle vigne. Altro elemento importante per arrivare a definire estensione e morfologia di un cru è il paesaggio, perché proprio i cambiamenti di paesaggio e di vegetazione danno indicazioni importanti sulla tipologia di suolo e di conseguenza segnano dei confini, dei mutamenti”.

Da Vallarasca a Bricco di Nizza, da Corte a Saline, da Italiana a Gavelli, sono solo alcuni dei nomi dei vigneti e dei “cru” di un territorio piccolo e circoscritto, ma capace di esprimere una grande diversità e varietà.
Uno studio affascinante, dunque, che non equivale a una zonazione “tout court”, ma che fotografa in maniera precisa il territorio di produzione del Nizza, con i suoi 18 Comuni. E un nuovo importante strumento per promuovere un territorio bellissimo tutelato dall’Unesco, che si inserisce nel percorso di valorizzazione del territorio e della denominazione di origine controllata e garantita Nizza riconosciuta con decreto ministeriale nel Novembre 2014 (www.ilnizza.net).

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