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TURISMO & RISTORAZIONE

Dal 17 maggio tutta l’Italia (o quasi) in zona gialla. Ma la metà dei ristoranti rimarrà chiusa

180.000 attività non hanno spazi all’aperto. Coldiretti: aprire i locali all’interno e spostare il coprifuoco. Da domani via al turismo straniero
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Ristorante sul mare (ph: Ricardo Jimenez via Unsplash)

Dal 17 maggio tutta l’Italia (salvo la Valle d’Aosta) sarà in zona gialla, ma la metà delle attività di ristorazione (circa 180.000) resteranno chiuse, perché non dispongono di spazi all’aperto. A dirlo è un’analisi di Coldiretti, che visto l’avanzare della campagna di vaccinazione e la riduzione dei contagi spinge per la riapertura all’interno di bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi (al momento fissata il 1 giugno) e lo spostamento del coprifuoco - che, dal 24 maggio, dovrebbe essere esteso alle ore 23, se ne occuperà la cabina di regia del Governo sempre il 17 maggio - per risollevare le imprese agroalimentari dai lunghi periodi di chiusura, che hanno determinato un effetto a valanga sulla filiera con 1,1 milioni di tonnellate di cibi e di vini invenduti dall’inizio della pandemia.
Gli allentamenti sono ancor più necessari, prosegue Coldiretti, anche perché dal 16 maggio cade la quarantena per i turisti stranieri in possesso del green pass italiano. Nell’ultima estate pre-Covid, nel periodo luglio-settembre 2019, sono arrivati 26,6 milioni di cittadini da Unione Europea, Gran Bretagna, Usa, Canada e Giappone (dati Bankitalia). La ripartenza del turismo estivo degli stranieri provenienti da questi Paesi vale per l’estate 13 miliardi in spese per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir, con un terzo del budget destinato alla tavola. Ad essere avvantaggiate saranno soprattutto le città d’arte, che sono le storiche mete del turismo dall’estero, ma anche gli oltre 24.000 agriturismi nazionali dove gli stranieri in alcune Regioni secondo “Campagna Amica” rappresentano tradizionalmente oltre la metà degli ospiti.
Complessivamente, nell’attività di ristorazione, rileva la Coldiretti, sono coinvolte 70.000 industrie alimentari e 740.000 aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi, pari al 25% del Pil nazionale, ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale.

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