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DIECI ANNI CI SONO VOLUTI PER AVERLO, POI, UN ANNO FA, LE IMMAGINI DEL TERREMOTO IN GIAPPONE HANNO CAMBIATO TUTTO: UN ANNO DOPO GIANNI E ORNELLA VENICA HANNO CONSEGNATO L’ASSEGNO AL CONSOLE GENERALE DEL GIAPPONE JOMORI

Italia
Ecco l’assegnone di Venica & Venica per il Giappone

Dieci anni ci sono voluti per averlo, poi, un anno fa, le immagini del terremoto in Giappone hanno cambiato tutto, ed il Merlot vanto di Venica & Venica è diventato un grande progetto di solidarietà: “Insieme”, 5.000 bottiglie per aiutare il Giappone a rialzarsi. Un anno dopo Gianni e Ornella Venica hanno consegnato l’assegno al Console generale del Giappone Jomori, un gesto salutato con soddisfazione anche dal Ministro dell’Ambiente Clini, che ha ricordato come l’azienda friulana sia tra le “imprese con cui stiamo lavorando per dare un'impronta ambientale al mondo del vino, un bell’esempio di come si coniugano sostenibilità e solidarietà”.

Focus - Il racconto di Venica & Venica per il Giappone
Dieci anni ci sono voluti per averlo, poi nel momento in cui è stato degustato con i bicchieri a regalare prugna e mirtillo e l’affascinante sapore del tempo, come in un flash back dalla televisione hanno fatto irruzione le immagini del Giappone storpiato dal terremoto e dallo tsunami. Era tutto pronto per fare di questo rarissimo Merlot, prodotto nella vigna del celebratissimo Perilla, il rosso vanto di una cantina bianchista come Venica & Venica, un gioiello enologico riservato a pochi e messo sul mercato una tantum per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia quando sono arrivati quei messaggi di disperazione e di morte.
“E’ stato un momento d’ intensa commozione e di tristezza - racconta Ornella Venica - e la soddisfazione per poter finalmente degustare un vino che abbiamo coccolato per dieci anni è svanita pensando ai tanti nostri amici giapponesi, a quella gente fiera e composta, ma piegata da una indicibile sofferenza, a quella civiltà grandiosa che ci ha sempre guardato con ammirazione. E ci siamo detti che dovevamo fare qualcosa, che potevamo fare qualcosa”. Così Gianni, Giorgio e Ornella Venica hanno deciso che quel Merlot doveva diventare un sorso di speranza per il Giappone. In una sorta di nemesi la terra aveva dato e la terra aveva tolto nello stesso momento. In una sorta di contrappasso doloroso la natura accudita in Collio aveva regalato un frutto raro, la natura violentata in Giappone si era ribellata. Quasi in un’emozione verghiana si sono intrecciate la buona sorte di questi produttori e la malasorte dei giapponesi.
“Noi - sussurra ancora Ornella Venica - viviamo e facciamo vigna in una terra di confine: il Collio e siamo abituati ad avere una visione multiculturale del mondo. Abbiamo sentito il dovere di trasformare un nostro piccolo valore, quel vino, in un grande valore di solidarietà”. Ed ecco che delle 5000 bottiglie di questo raro Merlot, vendemmiato nel 2001 e messo sul mercato nel 2011, esattamente come la data in cui la natura benigna e maligna ha agito nello stesso momento, saranno subito vendute ad un prezzo di 50 euro per alimentare un fondo di beneficenza per il Giappone. Le altre serviranno, sempre vendute in beneficenza, nel corso del tempo a sostenere il progetto. L’intero ricavato di questa operazione sarà destinato al Giappone.
“Stiamo prendendo contatti con l’ambasciata giapponese a Roma e con l’associazione Italia Giappone - spiega Ornella Venica - per studiare quale progetto sostenere. A noi piacerebbe “adottare” degli orfani del terremoto e dello tsunami per consentire loro di studiare: magari di frequentare in Italia un corso di enologia e di cucina per rinsaldare il legame culturale che da sempre unisce il nostro vino alla cultura del Giappone. I giapponesi sono stati i più fedeli e raffinati estimatori del vino italiano perché la loro cultura, che apparentemente è così distante dalla nostra, consente loro di apprezzare il valore del nostro vino che è anche un prodotto culturale”. Perciò quel Merlot così raro che ha una storia “giapponese” da raccontare visto che è maturato con estrema lentezza, appare oggi il veicolo migliore per dare testimonianza di solidarietà.
“E’ un vino bizzarro e profondo - racconta ancora Ornella Venica - lo abbiano vendemmiato nel 2001, è stato due anni in botte, ma non sembrava mai pronto. Lo abbiamo imbottigliato nel 2003 aspettando e ogni anni lo degustavamo. Ma lui era maldisposto a farsi degustare. Finalmente in marzo quest’anno si è rivelato in tutta la sua maturità. E oggi diventa il segno della nostra solidarietà”.

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