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LA CURIOSITÀ

Estate, tempo di olio solare. Ma anche, a sorpresa, di “olio nuovo”: la prima spremitura in Puglia

Produzione nazionale 2019/2020 prevista in crescita dell’80%, dopo il tracollo del 2018 (stime Unaprol e Ismea)

Estate, tempo di olio solare. Ma anche, un po’ a sorpresa, di “olio nuovo”. Perchè in Puglia, annuncia Coldiretti, è già andata in scena la prima spremitura del 2019 in Italia, “avvenuta con le prime olive anti Xylella in Salento a Gagliano del Capo, dove, grazie al clima, c’è stato un anticipo di maturazione”.
Un piccolo “caso”, buono per lanciarsi nelle prime stime produttive, con una campagna 2019/2020 che Unaprol e Ismea prevedono in aumento dell’80% dopo il crollo storico registrato nell’ultima campagna.

“Anche se bisognerà fare i conti con il clima e soprattutto con l’andamento delle piogge e delle temperature nei prossimi mesi, a livello nazionale si punta - sottolinea la Coldiretti - ad una produzione di oltre 315 milioni di chili, che resta, comunque, notevolmente inferiore alla media dell’ultimo decennio. I primi dati globali provvisori per i principali concorrenti dell’Italia su scala mondiale relativi alla stagione di raccolta dell’olio di oliva 2019/20 evidenziano che la Spagna dovrebbe produrre 1,35 milioni di tonnellate di olio d’oliva, un po’ meno sui 1,77 milioni di tonnellate dell’anno precedente, mentre la Grecia raggiungerebbe le 300.000 tonnellate, in crescita rispetto alle 185.000 tonnellate dell’anno precedente. Sul 2018, stavolta la produzione tornerà a crescere al Centro-Sud, dove si concentra gran parte del raccolto nazionale mentre è prevista in discesa al Nord”.
“Bisogna recuperare il pesante deficit italiano potenziando una filiera che coinvolge oltre 400.000 aziende agricole specializzate in Italia e che può contare sul maggior numero di olio extravergine a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp) con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive, il più vasto tesoro di biodiversità del mondo” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.
E se preoccupa l’ombra dei dazi Usa che potrebbe abbattersi sull’agroalimentare Ue e made in Italy, “a preoccupare sul mercato - spiega la Coldiretti - sono anche le importazioni di olio dall’estero cresciute del 12% nei primi cinque mesi del 2019 sullo stesso periodo dell’anno scorso sfiorando i 234 milioni di chili di cui 3/4 dalla Spagna che fa registrare un balzo record di oltre il 68% di vendite in Italia. Mentre gli accordi commerciali siglati dall’Unione Europea non garantiscono che i prodotti importati in Europa rispettino le stesse condizioni di sostenibilità e salubrità che sono richieste ai prodotti fatti nell’Ue. Una situazione che aumenta il rischio di frodi e contraffazioni, con il prodotto straniero spacciato per made in Italy che danneggia agricoltori e consumatori. Per non cadere nelle trappole del mercato e scegliere Made in Italy il consiglio è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori”.

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