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VILLAGGIO CONTADINO

Fattorie vuote, l’allarme Coldiretti: scomparsi 1,7 milioni di animali e 3 varietà di frutta su 4

A Roma, nel Villaggio Contadino, tutte le razze e le varietà salvate dai “Sigilli” di Campagna Amica: in controtendenza solo l’asino, +377% dal 2008

Nella vecchia fattoria, Zio Tobia non ha più animali: secondo Coldiretti dal 2008 in Italia sono 1,7 milioni di capi di bestiame tra mucche, capre, maiali e pecore. La perdita riguarda soprattutto le zone di montagna e le aree interne più difficili dove mancano condizioni economiche e sociali minime per garantire la permanenza di pastori e allevatori. A rischio, denuncia la Coldiretti, anche la straordinaria biodiversità delle stalle italiane dove sono minacciate di estinzione ben 130 razze allevate tra le quali ben 38 di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali e 10 di avicoli. L’allevamento italiano, sottolinea la Coldiretti, è poi un importante comparto economico che vale 17,3 miliardi di euro e rappresenta il 35% dell’intera agricoltura nazionale, con un impatto rilevante anche dal punto di vista occupazionale, coinvolgendo circa 800.000 lavoratori. Per mostrare il patrimonio di piante ed animali che si sono salvati dall’estinzione, grazie al lavoro di generazioni di allevatori e contadini, riconosciuto e sostenuto dai “Sigilli” di Campagna Amica, la Coldiretti apre, dal 5 al 7 ottobre, a Roma, nel Villaggio Contadino, vera e propria kermesse del mondo contadino, con tutti i suoi protagonisti, una vera e propria Arca di Noè.
Anche la situazione della frutta, sottolinea la Coldiretti, non è positiva: in un secolo si sono perse tre varietà di frutta su quattro, a causa delle grandi produzione, che hanno preferito standardizzare il prodotto per favorirne la quantità. In Italia nel secolo scorso, spiega la Coldiretti, si contavano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa. Ma la perdita di biodiversità riguarda l’intero sistema agricolo, dagli ortaggi ai cereali, dagli ulivi fino ai vigneti. Un pericolo, secondo la Coldiretti, per i produttori e i consumatori, perché si rischia la perdita di parte del patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del made in Italy, ma anche un attacco alla sovranità alimentare del Paese. Per questo, il lavoro svolto da Campagna Amica attraverso i “Sigilli” è stato così importante, ci tiene a sottolineare la Coldiretti: essi sono i prodotti della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all’estinzione o indissolubilmente legati a territori specifici, ai quali va aggiunta la lista delle razze animali che gli imprenditori agricoli di Campagna Amica allevano con passione. Si tratta in totale di 311 prodotti e razze animali raccolti nel corso di un censimento, curato dall’Osservatorio sulla biodiversità, istituito dal Comitato Scientifico di Campagna Amica. Nel primo studio sono risultati 369 “agricoltori custodi”, di cui il 25% sotto i 40 anni. Dei 311 prodotti della biodiversità censiti, il 90% sono presenti sui banchi di vendita diretta dei mercati di Campagna Amica, mentre il 10% può essere acquistato solo in punti vendita aziendali o durante eventi specifici. Il 16% sono frutti, il 44% è costituito da ortaggi, legumi e cereali, il 30% da derivati di razze animali che sono rappresentate da 55 razze diverse presenti nei registri e nei libri delle razze, il 3% da miele e prodotti spontanei ad alto valore ecosistemico, e infine trasformati di olivi e vitigni per un 7%.
C’è un animale che va però nettamente in controtendenza rispetto alla tendenza generale di animali e piante, l’asino: secondo la Coldiretti negli ultimi 10 anni il numero degli asini nelle fattorie è aumentato del 377%, praticamente quintuplicato, arrivando ad essere 62.000 in tutta la Penisola. Un esercito di animali amici dei bambini, spiega la Coldiretti, al quale è stata recentemente affidata anche una funzione curativa con la pet-therapy, che è entrata prepotentemente tra le nuove attività previste dalla legge sull’agricoltura sociale fortemente sostenuta dalla Coldiretti e approvata dal Parlamento nell’agosto 2015. Fra le pratiche di agricoltura sociale, continua la Coldiretti, vi sono infatti i servizi di cura e assistenza terapeutica come l’onoterapia, visto che l’interazione dei disabili con gli asini riduce lo stress, sia emotivo che fisico, stimolando il movimento e la comunicazione con il resto del mondo e diventando così parte integrante di un percorso curativo dove gli asini si trasformano in veri e propri amici dei malati. Inoltre, il latte d’asina è sempre più richiesto, essendo le intolleranze al “normale” latte di mucca in aumento.

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