Giodo - l’azienda di Montalcino fondata nel 2002 da Carlo Ferrini, enologo che non ha certo bisogno di presentazioni, che oggi la guida insieme alla figlia Bianca - produce quattro etichette, ottenute da sei ettari a vigneto posti in prevalenza nella “sottozona” di Sesta. Il Brunello di Montalcino Giodo, uscito per la prima volta con l’annata 2009, e subito balzato all’attenzione dei critici e dei wine lover per il suo stile definito e personale. “La Quinta”, un Igt sempre da uve Sangiovese, che offre una visione più fresca ed immediata della varietà regina di Montalcino, mantenendo coerenza stilistica ed eleganza. Il Rosso di Montalcino, che ha esordito con l’annata 2024. Infine il Brunello di Montalcino “Prètto”, uscito per la prima volta con l’annata 2021, anch’esso una lettura più diretta e accessibile del Sangiovese, senza rinunciare a profondità e identità. E proprio quest’ultimo, oggetto del nostro assaggio, profuma di piccoli frutti rossi e fiori, liquirizia, erbe aromatiche e spezie. In bocca il sorso è succoso, agile e dinamico, di piacevole persistenza aromatica, ben bilanciata da tannini affusolati, che termina in un finale lungo e fragrante. Ma Giodo non è soltanto Montalcino: c’è, infatti, anche “Alberelli di Giodo”, il progetto siciliano di Carlo Ferrini avviato nel 2016 sulle pendici dell’Etna con la prima annata del Nerello Mascalese omonimo, affiancato nel 2020 dal Carricante.
(are)
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