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CIBO SINTETICO

Gli italiani dicono no alla carne in provetta al ristorante

Coldiretti: 3 su 4, per motivi di salute e questioni etiche, bocciano i bocconcini di pollo creati a Singapore dalla startup statunitense Eat Just
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A Singapore i primi bocconcini di pollo fatti in laboratorio dalla statunitense Eat Just

Tre italiani sui quattro (75%) bocciano l’arrivo sul mercato di carne sintetica ottenuta in laboratorio. Emerge da una indagine Coldiretti-Ixè divulgata per l’approdo nei ristoranti, per la prima volta, della carne fatta in provetta a Singapore, dove l’ente di regolamentazione alimentare, la Singapore Food Agency, ha dato il via libera a “bocconcini di pollo” creati da cellule animali e prodotti in bioreattori dalla start-up statunitense Eat Just, che ha fatto sapere di aver realizzato oltre 20 cicli di produzione.

Gli italiani, sottolinea la Coldiretti, sono preoccupati per le ripercussioni dell’applicazione di queste nuove tecnologie ai prodotti alimentari per le quali alle forti perplessità di natura salutistica si aggiungono quelle di carattere etico.
L’annuncio, sostiene la Coldiretti, è la dimostrazione che dietro i ripetuti e infondati allarmismi sul consumo di carne c’è una precisa strategia delle multinazionali che stanno investendo su prodotti di laboratori altamente remunerativi.

La notizia arriva peraltro proprio all’indomani della denuncia dell’Istat sul fatto che “il settore degli allevamenti è stato colpito in modo notevole dagli effetti della pandemia anche a causa del diffondersi di numerose fake news sull’impatto degli allevamenti intensivi, accusati di essere responsabili dei problemi ambientali del nostro pianeta e, nello specifico, della situazione pandemica attuale oltre a rappresentare un fattore di rischio per la diffusione del virus”.

La disinformazione, sostiene la Coldiretti, ha dunque aggravato la crisi economica dovuta al Covid-19 con la chiusura diffusa di hotel, ristoranti e catering e i limiti agli scambi commerciali. Il risultato è che quasi 2 allevamenti su tre (63,6%) hanno avuto un impatto economico negativo dalla pandemia dovuto principalmente alla riduzione dei prezzi provocata dalle speculazioni in atto nel settore colpito pesantemente dalle fake news.

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