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CLIMATE CHANGE

Global Strike for Future, allo sciopero globale sul clima anche Slow Food e Coldiretti

Previsti oggi in Italia 208 cortei: i cambiamenti climatici hanno causato all’agricoltura 14 miliardi di euro di danni negli ultimi 10 anni
CLIMATE CHANGE, Coldiretti, FRIDAYS FOR FUTURE, GLOBAL STRIKE FOR FUTURE, GRETA THUNBERG, SLOW FOOD, Non Solo Vino
Greta Thumberg, la giovane ragazza svedese che ha dato vita al movimento Fridays for Future

È iniziato tutto da una giovane ragazza svedese, Greta Thunberg, di appena 16 anni che, dal settembre 2018 ogni venerdì ha manifestato fuori dal Parlamento svedese, cercando dal Governo risposte sul cambiamento climatico. Così, è nato il movimento studentesco internazionale Fridays for Future, una presa di posizione e di coscienza dei giovani di tutto il mondo, che vogliono azioni concrete dagli adulti e dai politici, per salvare il Pianeta. Il movimento ha preso piede velocemente, fino ad arrivare ad oggi, giornata di sciopero internazionale proprio sul tema della sensibilizzazione della cura dell’ambiente, la Global Strike for Future: solo in Italia sono previsti 208 cortei in diverse città, tra cui ci sarà anche Slow Food, l’organizzazione fondata da Carlin Petrini che da anni è impegnata in una delle gravi conseguenze portate dai cambiamenti climatici, quella che riguarda l’agricoltura. Slow Food infatti collabora da anni con la Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura , e che dal 1996 si batte per la salvaguardia del Pianeta con progetti come l’Arca del Gusto, catalogo di cibi a rischio di estinzione che ha da poco raggiunto il traguardo del 5.000esimo prodotto censito; ha creato i Presìdi Slow Food che promuovono e tutelano agricoltori e produttori che lavorano in armonia con l’ambiente e che promuovono tecniche favorevoli alla biodiversità locale.
In piazza, insieme a Slow Food e ha tantissime altre organizzazioni e giovani, non poteva mancare la Coldiretti con i suoi Giovani. L’organizzazione degli agricoltori italiani da tempo ormai evidenzia il pericolo che l’agricoltura, le coltivazioni, e quindi tutti gli abitanti del Pianeta corrono a causa del clima impazzito: nell’ultimo decennio si parla di 14 miliardi di euro di danni all’agricoltura.
Con il cambiamento del clima, l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma con una evidente tendenza alla tropicalizzazione che, sottolinea la Coldiretti, si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. La siccità poi, precisa la Coldiretti, è diventata l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura italiana in termini di danni economici, a carico soprattutto delle produzioni; per quanto riguarda invece i fenomeni precipitativi violenti, i danni riguardano sia le produzioni, sia le strutture e le infrastrutture. Su un territorio meno ricco e più fragile per l’abbandono forzato dell’attività agricola in molte aree interne si abbattono, continua la Coldiretti, gli effetti dei cambiamenti climatici, favoriti anche dal fatto che l’ultima generazioni in 25 anni è responsabile in Italia della scomparsa di oltre un quarto della superficie coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono, provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia ad appena 12,8 milioni di ettari. La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità ma anche sicurezza ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico.

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