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ITALIA D’ECCELLENZA

I ristoranti italiani certificati per raccontare il made in Italy nel mondo: il progetto Fipe-Ice

Un percorso di valorizzazione delle materie prime italiane e della capacità degli chef di trasformarle. Con testimonial eccellenti, come Max Alajmo
FIPE, HOST, ICE, MADE IN ITALY, RISTORANTI ITALIANI, Non Solo Vino
Massimiliano Alajmo

Raccontare l’abilità con cui gli chef trasformano prodotti di eccellenza, espressione del territorio e delle tradizioni regionali, nei piatti che diventano una vera e propria esperienza dell’agroalimentare made in Italy sia in Italia che all’estero. È l’obiettivo della nuova collaborazione firmata da Fipe-Federazione Pubblici Esercizi Italiani ed Ice - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, presentato oggi a “Host”, a Milano.
Un progetto ambizioso, che parte con cinque grandi testimonial, in collaborazione con “Le Soste”, l’associazione che riunisce i migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro paese e in Europa, ovvero il tristellato Massimiliano Alajmo (tre stelle Michelin con Le Calandre di Rubano), Silvia Baracchi (stellata con Il Falconiere di Cortona), Herbert Hintner (Zur Rose a San Michele, in Alto Adige), Claudio Sadler (una stella con il ristorante Sadler di Milano) ed il siciliano Giuseppe Santoro, che saranno protagonisti di attività promozionali in Francia, Stati Uniti, Germania, Russia e Inghilterra, partecipando a eventi e fiere di settore e girando delle pillole video che verranno promosse durante la settimana della cucina italiana nel mondo. Tutto questo per mostrare al pubblico come, frequentando i ristoranti certificati, sia possibile vivere una esperienza gastronomica 100% italiana anche all’estero.
La rete dei ristoranti italiani nel mondo conta 2.218 locali certificati in 60 Paesi esteri, in 451 diverse città, per un totale di 250.875 coperti per pasto, sottolinea la Fipe. Il 33% è concentrato nei paesi Ue, il 23,3% tra Asia e Oceania, quasi il 30% in America del Nord, circa il 13% in America latina e il restante 10% tra Africa, Medio Oriente e Europa non Ue. Interessante notare che questi locali riescono a coprire l’offerta gastronomica regionale nella sua interezza e che nel 77% non si limitano a offrire un servizio di ristorazione ma anche di vendita di prodotti tipici. Tanti i ristoratori che cercano di tenersi aggiornati: quasi tutti, il 92%, tornano in Italia almeno una volta all’anno, e molti di loro ne approfittano per visitare i locali e i produttori italiani, rispettivamente nel 75% e nel 68% dei casi.

Ristoranti italiani che, sottolineano Fipe/Confcommercio ed Ice, sono ambasciatori del nostro stile di vita nel mondo, e senza alcun dubbio uno straordinario veicolo di conoscenza e promozione delle nostre eccellenze, un valore aggiunto per due filiere fondamentali per l’economia italiana, quella turistica e quella agroalimentare. Non è un caso, infatti, che nella classifica delle cose che i turisti apprezzano di più del nostro paese al primo posto c’è proprio la ristorazione, con un indice di gradimento superiore perfino a quello registrato nei confronti del nostro patrimonio artistico.
Il tutto riunito sotto “un marchio”, quello del made in Italy, che è garanzia di qualità e che quindi fa gola a molti, tanto da generare spesso maldestri tentativi di imitazione. Un percorso di valorizzazione è, dunque, quanto mai opportuno, soprattutto se consideriamo i rischi generati dall’italian sounding, da un lato per i locali certificati, la cui reputazione è messa in pericolo da imprenditori che poco hanno a che fare con la professionalità e la competenza che ci contraddistinguono, dall’altro per tutti i nostri prodotti di eccellenza, che trovano una vetrina fondamentale nei pubblici esercizi e che come noto subiscono contraffazioni di ogni sorta. A conferma di questo i dati. Ben il 94% dei ristoratori certificati italiani all’estero si è trovato davanti a prodotti contraffatti, il 60% ha rilevato falsi ristoranti italiani, mentre l’89% ha notato ricette non congrue ma spacciate per originali. Il 43%, seppur senza certezze, ha avuto seri dubbi sull’origine dei prodotti utilizzati. Trend evidentemente opposto se consideriamo ciò che fanno i ristoratori italiani certificati in prima persona. La totalità, il 99%, controlla sempre l’origine dei prodotti utilizzati, e il 62% contatta direttamente il produttore.
“La ristorazione italiana è da sempre un fiore all’occhiello dell’offerta agroalimentare del nostro paese, anche all’estero - dichiara Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe/Confcommercio - il suo ruolo di vetrina è assolutamente essenziale per la promozione del nostro stile di vita e dei prodotti di eccellenza che rendono possibile la realizzazione dei piatti che il mondo ci invidia. Il progetto messo in piedi con Ice vuole valorizzare tutto questo, attraverso una serie di iniziative in Italia e all’estero che vedranno protagonisti alcuni tra i migliori chef. Tutelare il Made in Italy e promuovere il comparto della ristorazione, quale componente essenziale per il rilancio del settore del turismo, è necessario, soprattutto in un momento particolare come quello che stiamo vivendo, nel pieno di una difficile ripresa dopo la crisi generata dalla pandemia”.
“Agenzia Ice è da sempre impegnata nel sostegno di progetti promozionali per il settore agroalimentare made in Italy di cui la ristorazione italiana, nel nostro Paese e nel mondo, rappresenta uno straordinario veicolo di conoscenza e diffusione - afferma Roberto Luongo, dg Agenzia Ice - l’obiettivo di questo progetto è di sensibilizzare i clienti esteri sulla salubrità e genuinità dei prodotti agroalimentari del made in Italy che potranno gustare presso l’autentica ristorazione italiana e le grandi catene di distribuzione organizzate estere con le quali abbiamo raggiunto numerosi accordi negli ultimi mesi al fine di rafforzare la presenza di prodotti Italiani già in assortimento e introdurre nuove aziende fornitrici. Questa iniziativa, e molte altre che abbiamo in programma nei prossimi mesi, rientrano nell’ambito del nostro sforzo a sostegno dell’export agroalimentare Italiano che, nonostante la crisi pandemica, ha fatto registrare una crescita del 10,42% nel primo semestre del 2021 (su stesso periodo del 2020)”.

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