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“FOODIES’ CHALLENGE 2023”

Il food concept del futuro? La contaminazione di culture per esaltare le materie prime ed educare

È l’idea alla base di “Trasparenze”, progetto della designer Junco Kirimoto e dello chef stellato Giulio Terrinoni ispirato al “Convivio” di Dante

Il “Sapere”, frutto delle radici e del bagaglio culturale dei due autori, che si traduce nell’esaltazione delle materie prime, la “Divulgazione”, che esplora il tema degli scarti che implica un uso attento e responsabile degli ingredienti dei quali sono valorizzate anche le parti meno nobili, e la “Contaminazione”, che nasce dall’incontro delle due culture degli autori, quella Orientale e quella Occidentale, e che hanno plasmato un piatto fatto per arricchire e nel quale tecnica e sperimentazione agiscono con l’intento di fondere, mescolare e soprattutto integrare, rendendo ciò che è a disposizione di pochi, alla portata di tutti. Sono i tre concetti alla base di “Trasparenze”, progetto che nasce dall’incontro tra il design sartoriale di Junco Kirimoto, fondatrice dello studio internazionale di architettura e design Alvisi Kirimoto, e la cucina d’autore dello chef stellato Giulio Terrinoni del ristorante “Per Me” a Roma, vincitore del contest “Foodies’ Challenge 2023”, che ha invitato professionisti del fine dining e del mondo del design a realizzare un nuovo food concept ispirato al “Convivio” di Dante Alighieri, “banchetto” di cultura e un’opera enciclopedica in cui trovare tutto lo scibile umano, nella quale la conoscenza viene vista come strumento di salvezza.
In linea con il tema, “Trasparenze” rappresenta una proposta unica e fuori dagli schemi in grado di trasformare l’astratto in una concreta esperienza sensoriale. Basato su un processo creativo che fonde matericità ed essenzialità, tratto distintivo di Junko Kirimoto, l’approccio minimale si estende alla presentazione del piatto, grazie al rigore essenziale della designer che ha progettato una lastra di marmo di Carrara inclinata, lavorata a mano dagli artigiani di It’s Stone dell’Azienda Fratelli Marmo. Sulla superficie in marmo, dalle linee asciutte ed estremamente eleganti, sono state scavate cinque insenature comunicanti. Su queste poggiano quattro pietanze diverse a base di pesce, unite tra loro da un brodo Dashi Mediterraneo. Se la scelta del pesce come comune denominatore è stata dettata dall’importanza che l’ingrediente ha in entrambe le culture di appartenenza degli autori, la diversificazione delle preparazioni, invece, allude alle diverse tipologie di conoscenza che Dante intende divulgare nel “Convivio”. Il brodo di Dashi Mediterraneo, invece, funziona da legante, esaltando in bocca un unico sapore, quello del mare, allegoria del sapere umano, un unicum composto di diverse nozioni. La salsa riveste un ruolo fondamentale: oltre a completare la proposta, la trasforma, aggiungendo a piatti di ispirazione orientale, un twist mediterraneo. È qui che si concretizza la metafora del “Convivio” di Dante, in cui il sapere e l’uomo sono inscindibili, come in “Trasparenze” preparazioni e salsa, ma anche Oriente e Occidente, alta cucina e design.
Il sodalizio creativo tra Junco Kirimoto e Giulio Terrinoni vincitore dell’edizione n. 4 del contest - di scena nei giorni scorsi all’Adi Design Museum a Milano, ideato da Nicola Sardano e sostenuto da Jacuzzi - è nato nel 2020, quando la chiusura della bottega di un corniciaio a due passi da Campo de’ Fiori, offre l’occasione per lo chef stellato di ampliare il suo ristorante “Per Me”, affidando il restyling allo studio Alvisi Kirimoto. A completare il team, la creative e project manager Francesca De Luca, il fotografo Alessandro Barattelli e il giovane regista Federico Gariboldi, che ha realizzato il video del progetto con testi scritti da Giorgio Amitrano e la partecipazione di Giorgio Tirabassi come voce narrante.

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