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Il mercato dei fine wine crescerà anche nel 2018, e tra i top performer, dietro alla Borgogna, inarrivabile, i migliori vini d’Italia se la giocheranno con le leggende di Bordeaux: a dirlo il sondaggio del benchmark Liv-Ex

Italia
Il mercato dei fine wine crescerà anche nel 2018, e tra i top performer, dietro alla Borgogna, inarrivabile, i migliori vini d’Italia se la giocheranno con le leggende di Bordeaux

Se si parla di grande vini da collezione e da investimento, anche nel 2018, la parte del leone, la farà la Borgogna, e non è una novità. Ma dietro la celebre regione francese, i migliori vini d’Italia se la giocheranno con Bordeaux, in termini di crescita, in un mercato, quello dei fine wine, che anche quest’anno, nonostante una partenza non brillantissima, crescerà. Almeno secondo i wine merchant ed i professionisti che fanno parte della piattaforma benchmark Liv-Ex, che come ogni anno ha realizzato un sondaggio per tastare il polso del mercato.

Da cui emerge che il Liv-Ex 100, l’indice più importante, che mette insieme i prezzi dei vini più ricercati in assoluto sul mercato secondario (per l’Italia, ci sono Sassicaia 2009 e 2013, Masseto 2013, Tignanello 2013 e Solaia 2010), secondo le previsioni, crescerà per il 75% dei wine merchant,
ed in media del 3,7% (anche se qualcuno si sbilancia, addirittura dicendo +16%), mentre per il 17% di loro l’anno si chiuderà in negativo (secondo le peggiori previsioni, anche del -7%, www.liv-ex.com).
Sondati anche sul Liv-Ex 1000, il più grande degli indici del Liv-Ex, gli esperti, in grande maggioranza, sostengono che il sotto-indice che registrerà le migliori performance, sarà ancora il Burgundy 150. Ma dietro la Borgogna, i top di Bordeaux e d’Italia se la giocano, almeno nelle previsioni di crescita: il 21% infatti indica come prima scelta il Bordeaux Legends 50 (selezione di 50 vini di Bordeaux di annate eccezionali, dalla 1982 in poi, di realtà come Château Margaux, Château Latour, Château Lafite, Angelus, Petrus, Ausone, Cheval Blanc Haut Brion e non solo), mentre il 18% sostiene che il top performer sarà l’Italy 100, formato dalle ultime 10 annate fisiche di vini come Masseto, Ornellaia, Sassicaia (Tenuta San Guido), Solaia, Tignanello e Guado al Tasso (Antinori), Barbaresco e Barbaresco Sorì San Lorenzo di Gaja, Barolo Cascina Francia di Giacomo Conterno e Redigaffi di Tua Rita.
Una previsione lusinghiera, che conferma la lenta ma strutturale crescita del ruolo dell’Italia del vino anche nella fascia altissima del mercato del collezionismo, anche considerato il fatto che, sebbene l’indice italiano sia stato uno dei migliori nel 2017, dietro al Burgundy 150 e al Rest of The World 50, l’Italy 100 sia l’unico che, da inizio 2018, perde in maniera significativa, con un -1,72%, mentre cresce il Liv-Ex 1000 in generale (+1,24%), trainato poprio dal Burgundy 150 (+4,26%) e dal Bordeaux Legends 50 (+2,37%).

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