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VINO E TERRITORIO

Il Nizza Docg ora ha il suo Consorzio. Per crescere ancora (e arrivare a 5 milioni di bottiglie)

A guidarlo è Stefano Chiarlo. “Non solo luogo di tutela, ma di confronto e di crescita, e di valorizzazione dell’intero territorio”

Il Nizza Docg rappresenta la massima espressione qualitativa della Barbera di Nizza Monferrato. E ora, per valorizzarla ancora di più, la denominazione ha anche il suo consorzio, il Consorzio del Nizza Docg, riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura il 22 giugno 2026, presentato oggi, e guidato dal presidente Stefano Chiarlo, alla guida della storica cantina Michele Chiarlo. Per un passaggio che “sancisce l’evoluzione dell’Associazione Produttori del Nizza, fondata nel 2002, in un consorzio di tutela dotato delle funzioni di promozione, valorizzazione e tutela della denominazione. Grazie al raggiungimento dei requisiti di rappresentatività previsti dalla normativa, il Consorzio potrà, inoltre, operare con efficacia erga omnes, estendendo la propria attività a beneficio dell’intera denominazione”, spiega una nota.
“Questo traguardo corona il sogno di un’Associazione nata quasi 25 anni fa, ma con radici profondissime e una comunità di produttori fortemente coesa - ha dichiarato il presidente del Consorzio del Nizza Docg, Stefano Chiarlo - il nostro primo ringraziamento va alle istituzioni per il costante supporto ricevuto, ma il grazie più grande è rivolto ai produttori: a chi ha creduto nel progetto fin dal primo giorno e a tutti coloro che hanno scelto di unirsi a noi nel corso degli anni. Il Consorzio del Nizza Docg rappresenta una tappa fondamentale di un percorso di crescita e ambizione di cui siamo profondamente orgogliosi. Il nostro primo obiettivo sarà quello di preservare lo spirito che ha sempre contraddistinto l’Associazione Produttori del Nizza: non essere soltanto un ente di tutela della denominazione, ma un luogo di confronto e di crescita per i produttori e uno strumento di valorizzazione dell’intero territorio e di tutti gli attori che ne fanno parte”.
Ad affiancare Chiarlo ci saranno i vicepresidenti Gianni Bertolino (Tenuta Olim Bauda) e Daniele Chiappone (Erede di Chiappone Armando), con il primo Cda del neonato Consorzio composto da Francesca Bava (Bava), Gianmario Cerutti (Coppo), Clementina Cossetti (Cossetti Vini), Claudio Da Casto (Da Casto Duilio), Mauro Damerio (Damerio), Alessandro Durio (Durio Adriano), Bruno Fortunato (Cantina Sociale Tre Secoli), Stefano Gagliardo (Tenute Garetto), Susanna Galandrino (La Gironda), Lorenzo Giordano (Cantina Sociale Vinchio Vaglio), Gianluca Morino (Cascina Garitina) e Diego Rodella (Cantina Sociale di Nizza Monferrato).
Inizia, così, un nuovo percorso di valorizzazione di un vino, il Nizza Docg, che nasce nel cuore del Monferrato, nel sito Unesco “Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”, dove il vitigno Barbera raggiunge una delle sue massime espressioni grazie all’equilibrio tra suoli, clima e tradizione vitivinicola. Con una storia della denominazione inziata nel 2000, quando è stata riconosciuta la sottozona Nizza all’interno della Barbera d’Asti Superiore; nel 2002 nasce l’Associazione Produttori del Nizza; nel 2008 la Barbera d’Asti ottiene la Docg con un disciplinare più rigoroso. Il 2014 rappresenta l’anno della svolta con la nascita della denominazione Nizza Docg, l’introduzione della versione Riserva e della menzione Vigna. Oggi il Consorzio rappresenta 97 aziende socie che producono Nizza da vigneti situati nei 18 comuni dell’area di produzione, con fulcro a Nizza Monferrato.
I numeri testimoniano la solidità del progetto: circa 1 milione di bottiglie vendute nel 2025, oltre 180 etichette, un valore complessivo di circa 30 milioni di euro e un export pari al 55%, concentrato nel canale Horeca, con una presenza in oltre 40 mercati internazionali, in particolare Svizzera, Nord Europa, Regno Unito e Nord America. E le prospettive di crescita sono altrettanto significative: i circa 720 ettari ancora potenzialmente rivendicabili come Nizza Docg potrebbero consentire un importante incremento della produzione.
“Il nostro obiettivo di lungo periodo è raggiungere una produzione di 4-5 milioni di bottiglie. Vogliamo farlo mantenendo intatta la nostra identità e coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende che scelgono di investire nel territorio. Ci proponiamo come un Consorzio inclusivo, aperto a chiunque condivida la nostra visione. Il nostro impegno sarà sempre quello di custodire, promuovere e raccontare al mondo l’anima del Nizza Docg: il legame indissolubile tra il vino, la terra e le persone che ogni giorno la vivono”, conclude Stefano Chiarlo, con il Consorzio che ha da subito aperto anche alla possibilità di collaborazione con altri consorzi del vino nella promozione, a partire da quello delle bollicine dell’Alta Langa, ma non solo.

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