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LA SOMMELIERIE IN ITALIA

Il sommelier? Un “influencer”, e una professione innovativa che piace soprattutto ai giovani

Il punto con l’Associazione Italiana Sommelier a Congresso a Merano. Il Miglior Sommelier d’Italia Premio Trentodoc 2018? È Simone Loguercio

Vero e proprio esercito di esperti conoscitori ed appassionati di vino - in 40.000 fanno parte solo dell’Ais-Associazione Italiana Sommelier, la più grande associazione di categoria italiana - i sommelier, negli anni, sono stati e sono una figura importante nella crescita della cultura del vino, ma anche per il mercato: una sorta di “influencer ante litteram”, che, oggi più che mai, riveste un ruolo fondamentale, ma in evoluzione. “Oggi il sommelier si è scrollato di dosso l’immagine di figura riservata alla sola ristorazione per diventare un comunicatore del vino a tutto campo: crediamo che possa essere classificato nella categoria degli influencer, che va molto di moda specie nel web, ma trasferendola al gesto pratico e quotidiano”: parole, a WineNews, del presidente Ais Antonello Maietta, e riflessioni emerse per il Congresso Nazionale Ais n. 52, di scena nei giorni scorsi a Merano. Dove ad incarnare caratteristiche e valori del “nuovo” sommelier, è il “Miglior Sommelier d’Italia Premio Trentodoc 2018”, Simone Loguercio, campano di origine, toscano d’adozione, sommelier del ristorante Konnubio a Firenze, eletto dall’Ais in partnership con l’Istituto Trentodoc.
Con questa nuovo ruolo, “il sommelier è una figura che fa parte del mondo della comunicazione enologica a tutto campo, al ristorante o in enoteca, ma anche sui media”, aggiunge il presidente dell’Ais, fondata il 7 luglio 1965, ma la cui nascita era legata alla tutela di una figura professionale che in quegli anni si stava sviluppando in Italia, come una sorta di associazione sindacale. Ma oltre che comunicatore, il sommelier è anche un fine psicologo perché ha l’obbligo di far sentire bene a tavola i clienti, cercando di essere discreto, ma sempre presente e professionale, capace di raccontare storie di vita, fuori e dentro il ristorante.
E se fare cultura del vino vuol dire utilizzare anche un linguaggio specifico, con i tanti tecnicismi dei sommelier che li hanno resi bersaglio della satira di comici famosi, oggi anche la loro immagine in tal senso sta cambiando: “il linguaggio con cui raccontiamo il vino è la nostra croce e delizia - spiega Maietta - spesso veniamo rimproverati perché astruso. Ma se ci pensiamo bene la parodia si fa nei confronti di ciò che ha successo. E su questo stiamo lavorando, insegnando ai ragazzi dei nostri corsi ad utilizzare una comunicazione che sia efficace ed immediata. Ma possiamo dire che da quell’immagine ci stiamo allontanando”. Una formazione che interessa soprattutto ai giovani, spinti da passione, curiosità e desiderio di fare un lavoro innovativo che non annoia mai, e che, negli anni, come il vino, ha oltrepassato i confini arrivando fino in Cina, dove la figura del sommelier sta assumendo un’importanza sempre maggiore.
La storica Kurhaus di Merano ha accolto anche tre nuovi sommelier Ais onorari, per il contributo dato negli anni alla promozione dell’agroalimentare: Alessandro Regoli, direttore Winenews, Luigi Caricato, oleologo, Carlo Romito, chef e presidente Solidus.

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