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LA GUIDA BIBENDA 2019

In Italia è “passione olio”: è boom di sommelier dell’“oro verde”, e nascono le “oleoteche”

Ma serve fare formazione, a partire dalle scuole. Gli atout del “Forum della cultura dell’olio” n. 12 di Fondazione Italiana Sommelier

Non solo passione per il vino: in Italia spopola la passione per l’olio. Cresce il numero degli intenditori e sono già migliaia i sommelier dell’olio usciti dai corsi dell’Associazione Italiana Sommelier dell’Olio, nata nel 2004 su iniziativa della Federazione Italiana Sommelier - Fis. Cresce anche la richiesta di olio di qualità, magari acquistato nelle apposite “oleoteche” che stanno aprendo i battenti in molte città, e cresce il numero dei click riservati alla Guida Bibenda by Fis, la cui edizione 2019, aggiornata con gli oli del raccolto 2018 è stata presentata al Rome Cavalieri Hilton, nei giorni scorsi, nell’edizione n. 12 del “Forum della cultura dell’olio”.
Una gran festa dedicata all’extravergine di qualità che ha richiamato all’Hilton tantissimi sommelier e produttori, riservando spazio anche alla formazione di futuri consumatori consapevoli, un centinaio di bimbi coinvolti in un seminario alla scoperta del magico mondo dell’olio. Giornata dedicata all’“oro verde”, chiusa con la “Festa delle 5 gocce”, dove sono stati protagonisti i 147 oli premiati con il massimo punteggio da Bibenda, che i commensali hanno potuto oltretutto conoscere da vicino e degustare in tavola, dietro i consigli e le spiegazioni dei sommelier Aiso. Il presidente della Fis e direttore di Bibenda Franco Maria Ricci ha anche premiato Franco Magliocchetti quale miglior Sommelier dell’olio 2019.
“Un evento unico nel suo genere - ha osservato a Winenews Franco Maria Ricci - realizzato per celebrare quel grande protagonista della dieta mediterranea che è l’olio extravergine. Noi ce la mettiamo tutta per promuovere la cultura dell’olio, siamo il più grande centro di cultura internazionale del vino e dell’olio, ma la strada è ancora lunga. Servirebbe maggior aiuto da parte di produttori e istituzioni per accelerare su un percorso che comunque è avviato e ci sta dando soddisfazioni”.
“La cultura dell’olio potrebbe diventare un fenomeno diffuso se riuscisse ad entrare nel modo delle scuole, ecco perché serve l’aiuto delle istituzioni - ha osservato Daniela Scrobogna, presidente del Comitato scientifico della Fis - la platea degli appassionati e degli intenditori di extravergine è in continua crescita. I corsi sull’olio promossi dalla Fis in tutti le regioni attirano anche 30-50 persone alla volta. C’è l’interesse e il piacere di appartenere a quella cerchia speciale di chi capisce l’olio e fa scelte consapevoli di acquisto, non accontentandosi di andare al supermercato a comprare una bottiglia qualsiasi, magari scelta perché c’è lo sconto, ma spendendo anche qualcosa in più per avere nel piatto quell’olio di qualità che esalta la pietanza, se non diventa lui stesso elemento della pietanza. È un interesse che sto riscontrando in tutta Italia, Questo vuol dire che chi ha cominciato a prestare attenzione l’olio ne è gratificato, ne comprende il valore e spende anche venti euro per una bottiglia d’olio”.
“I sommelier dell’olio - ha proseguito Scrobogna - si stanno diffondendo in tutte le regioni e a livello nazionale cominciamo a essere qualche migliaia. Molti sono legati alla ristorazione, poi ci sono gli stessi produttori e chi lo fa per piacere personale. E’ una formazione che oltretutto offre sbocchi lavorativi. A Roma e in altre città stanno nascendo le oleoteche, che non vendono solo olio ma anche altri prodotti derivanti dall’olio, penso per esempio alle creme dolci spalmabili che contengono l’olio o ai prodotti di cosmetica a base di extravergine. In questo modo e con questa offerta non confinata solo all’extravergine, l’oleoteca diventa un mondo dove si può trovare la qualità. In futuro non escludo che le oleoteche possano diventare anche più numerose delle enoteche”.
Naturalmente, il “verbo” dell’extravergine di qualità dovrebbe diffondersi anche nei ristoranti. “Sono convinta - ha detto a Winenews la sommelier - della bontà di avere una carta dell’olio nei ristoranti, non dico trenta oli, ma almeno cinque-sei diversi da far assaggiare e conoscere al cliente”.
Tra i sommelier dell’olio, peraltro, la “quota rosa” rosa è ben rappresentata. “Siamo molte, circa la metà di tutti i sommelier”, ha detto Katia Russo, che dopo il diploma da sommelier del vino Fis, si è voluta cimentare con l’universo dell’extravergine scoprendo che è “un mondo diverso e fantastico. L’olio ha anche qualcosa in più rispetto al vino, non ha limiti, è infatti accessibile anche ai bambini e per questo potrebbe diventare una cultura popolare. Bisogna però fare tanta cultura, come è stato fatto per il vino”.
“Come Bibenda abbiamo voluto fare una guida a sé per l’olio - ha spiegato il caporedattore centrale Paola Simonetti - perchè ci siamo resi conto che aveva una sua importanza e rilevanza. È passato il tempo in cui bastava avere un olio, ora l’olio si sceglie, così come si fa con il vino. Sta crescendo il popolo dei conoscitori e sicuramente noi diamo il nostro contributo e non solo a livello nazionale”.
Al Forum della Cultura dell’olio, Franco Maria Ricci ha anche portato sul palco Ruggero Parrotto, direttore generale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, annunciando che il 15 giugno la Fis e la sua guida promuoveranno una maxi-degustazione no stop di una giornata, con la proposta di 100 vini, per aiutare l’ospedale nella raccolta fondi rivolta alla costruzione di un nuovo istituto ospedaliero specializzato nei tumori e trapianti.

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