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CIBO DEL FUTURO

Insetti nel piatto, arriva il via libera dall’Ue. Che in Italia divide le opinioni

Le reazioni contrarie, secondo uno studio delle Università di Pisa e di Parma, sono dovute a pregiudizi. “Serve una corretta comunicazione”
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Insetti nel piatto, arriva il via libera dall’Unione Europea. Che in Italia divide le opinioni

Fa discutere, come ovvio, il via libera alla commercializzazione del primo insetto per l’alimentazione umana da parte dell’Unione Europea, la “tarma dalla farina”, o più precisamente le larve gialle essiccate del tenebrione mugnaio, arrivato ieri dopo una valutazione scientifica dell’Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Il “nuovo alimento” (secondo la definizione Ue) potrà essere immesso in commercio come insetto essiccato intero, come uno snack, o come farina, ingrediente per numerosi prodotti alimentari. L’autorizzazione stabilisce requisiti di etichettatura specifici per quanto riguarda l’allergenicità, visto che l’Efsa ha indicato che il consumo dell’insetto può portare a reazioni ai soggetti con allergie preesistenti a crostacei e acari della polvere. La decisione formale della Commissione Europea sarà adottata nelle prossime settimane e fa parte della strategia “Farm to Fork”. Il piano d’azione Ue 2020-30 per i sistemi alimentari sostenibili identifica gli insetti come una fonte di proteine a basso impatto ambientale che possono sostenere la transizione “verde” della produzione alimentare Ue.

Una novità dalle nostre parti, una tradizione in Asia, una realtà già affermata da qualche anno in Usa, per esempio. In tanti, in Italia, rigettano l’idea e si dicono contrari. Altri, come hanno raccontato nei giorni scorsi a WineNews da Confagricoltura, negli insetti vedono una possibilità sostenibile almeno per l’alimentazione animale. Ma anche per quella umana, anche in vista di una popolazione mondiale che, nel 2050, dovrebbe superare i 9,7 miliardi di persone, ed una produzione alimentare che dovrà adeguarsi di conseguenza. Di certo è già un business: il mercato globale degli insetti commestibili, così, ha superato i 55 milioni di dollari nel 2017, e, secondo alcune stime di “Global Market Insights”, il mercato crescerà ad un ritmo del 43,5% annuo, fino a raggiungere un valore di 710 milioni di dollari nel 2024.


A sostegno della diffusione degli insetti nell’alimentazione dell’uomo, ora, si schierano anche le Università di Pisa e di Parma, che sottolineano come gli atteggiamenti negativi sono in gran parte dovuti a pregiudizi che si possono superare grazie ad una corretta comunicazione. Tesi sostenuta in uno studio che ha appena ricevuto il premio “Foods Best Paper Award” dell’editore svizzero Mdpi, dedicato alle pubblicazioni accademiche. I ricercatori hanno condotto una indagine su 165 persone che hanno intervistato sia prima che dopo un seminario informativo sugli insetti edibili svoltosi al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Ateneo di Pisa. Il confronto fra le risposte ha evidenziato che le informazioni ricevuto hanno influenzato positivamente tutte le opinioni sull’entomofagia riducendo in particolare proprio il disgusto verso questo cibo. Il test successivo è stato, quindi, una degustazione. Sessantasei partecipanti al seminario hanno accettato di assaggiare due tipologie di pane, in realtà del tutto identiche e a base di sola farina, sebbene una delle due fosse etichettata come “contenente insetti”. Da qui un’ulteriore sorpresa: i punteggi sensoriali hanno infatti indicato che i partecipanti hanno dato ai campioni etichettati “contenenti insetti” punteggi più alti per sapore, consistenza e gradimento generale.

“La comunicazione è un fattore cruciale quando si affrontano argomenti ignoti, specialmente se legati a preconcetti - spiega Simone Mancini ricercatore del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa - il nostro studio suggerisce che un approccio educativo e informativo può essere una buona strategia per ridurre il meccanismo di rigetto verso gli insetti edibili, migliorando anche la valutazione delle proprietà sensoriali”. “Attualmente gli insetti rappresentano un settore alimentare di nicchia in Europa, e numerosi Stati membri ne segnalano un consumo umano occasionale - aggiunge la professoressa Roberta Moruzzo del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Ateneo di Pisa -tuttavia l’uso di insetti come fonte di alimenti e mangimi ha, potenzialmente, importanti benefici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza della disponibilità alimentare, in una logica di economia circolare”. Lo studio degli insetti edibili è uno dei filoni di ricerca portati avanti da tempo al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa. Simone Mancini è anche coordinatore della Summer School dell’Ateneo di Pisa su “Insects as Feed & Food”, di scena il 12-16 luglio 2021.

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