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La seconda giovinezza di vecchie annate e fine wine, mercato che rifiorisce, anche in Italia: a WineNews la visione di Alberto Cristofori, fondatore della realtà specializzata Wine Tip

Italia

Lo raccontano i risultati delle aste, lo confermano i numeri del Liv-ex, per i fine wine il mercato non è mai stato così florido. Anche in Italia, dove la domanda è in crescita e le vendite all’incanto di certo non bastano a soddisfarla. La nicchia dei grandi vini, e quindi delle grandi annate, più o meno vecchie, però, non è nata certo ieri, tanto che proprio nel Belpaese c’è chi se ne occupa da più di 15 anni. È Wine Tip (www.winetip.com), che, dal 2000, compra e vende annate non in commercio, direttamente dalle aziende, ma anche da collezionisti privati e da ristoranti. “Spesso sono proprio i ristoranti ad avere bisogno di una turnazione della cantina - racconta, a WineNews, Alberto Cristofori, fondatore di Wine Tip - specie quelli con una cantina particolarmente profonda, perché in fin dei conti hanno un solo canale di vendita ed un unico target, quello dei loro clienti, e quando cambiano le dinamiche di consumo, occorre cambiare anche l’offerta”.
Il mondo della ristorazione, però, non è che uno dei tre canali cui si rivolge Wine Tip, che come compratore guarda “soprattutto alle cantine ed ai distributori, oltre che ai collezionisti. Di norma, facciamo un sopralluogo, qualche assaggio per accertarci che le bottiglie siano in buone condizioni, e procediamo alla valutazione. Uno dei nostri punti di forza - sottolinea Cristofori - è proprio la velocità: a differenza delle case d’asta, abbiamo a disposizione migliaia di etichette sempre disponibili”. Che finiscono in 40 Paesi diversi, “anche se le tre piazze principali sono l’Italia, Londra ed Hong Kong. In termini di canali, invece, non c’è uno sbocco principale: ristorazione, wine merchant e collezionisti privati hanno più o meno lo stesso peso”, continua il fondatore di Wine Tip.
Guardando ai vini più ricercati, è importante fare un paio di premesse: “la rarità non è di per sé un valore, e le annate particolarmente vecchie non sono necessariamente quelle che garantiscono margini migliori, perché ogni vino ha un suo periodo di crescita, finito il quale arriva l’inevitabile declino - spiega Cristofori - per cui bottiglie particolarmente vecchie rischiano di non avere mercato”. Al netto delle dovute premesse, tra i vini più ricercati, “svettano i grandi di Piemonte e Toscana, da Monfortino alla Riserva Giacosa, da Bartolo Mascarello a Gaja, da Masseto a Sassicaia, da Solaia a Pergole Torte, una delle sorprese (insieme a Valentini, uscendo dalle zone classiche) passando per Soldera (Case Basse). Ma hanno mercato anche alcune griffe dell’Amarone, come Quintarelli, Del Forno e Bertani, specie le vecchie annate. La metà dei nostri fatturati, però, viene dai vini francesi, essenzialmente Bordeaux, Borgogna e Champagne”.
Difficile parlare di redditività, “perché la varianza tra le diverse bottiglie è impressionante - rivela il fondatore di Wine Tip - anche se in media siamo sul 25%, con un periodo di giacenza media di un anno. Il mercato, in questo senso, tende a sopravvalutare certe bottiglie e a sottovalutarne altre, ma è normale. Una bottiglia come il Barolo Monfortino 2010, ad esempio, che raggiungerà il suo apice nel 2030, continuerà ad avvalorarsi fino a quel momento, per poi stabilizzarsi. Ci sono ovviamente delle eccezioni, come il Brunello Biondi Santi 1955, che se ricolmato è un vino eccezionale e dalle quotazioni importanti, così come le vecchie annate, degli anni Settanta ed Ottanta, del Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, che ha enorme mercato essenzialmente perché è molto buono. Un messaggio, però, vorrei che passasse. Non lasciate che le bottiglie che avete in casa diventino imbevibili: apritele, regalatele, vendetele, condividetele - conclude il fondatore di Wine Tip, Cristofori - ma non lasciate che vadano in malora”.

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