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La voce più pura di Giacomo Tachis “parla” attraverso 12 vini di cui è stato ispiratore ed artefice. La degustazione a Vinitaly “Il Vino Italiano ricorda Giacomo Tachis: un grande uomo, tante grandi storie”, nel bicchiere, secondo WineNews

Italia
Ilaria Tachis ed i 12 vini protagonisti della degustazione dedicata al padre Giacomo Tachis a Vinitaly

Dopo parole e ricordi, è giunto il giorno in cui a “parlare” di Giacomo Tachis è stato il vino, anzi 12 vini tra le più importanti creazioni del grande enologo e della storia enoica tricolore. Molte, moltissime cose sono state dette su Tachis, l’enologo e il suo lavoro spesso si sono incrociati con le qualità dell’uomo, tratteggiando il ritratto di una personalità per certi aspetti irripetibile, di quello che è stato uno dei padri nobili del “Rinascimento” del vino italiano. Una celebrazione giusta e unanime a poco più di tre mesi dalla sua scomparsa, che ha permesso la ricostruzione di un pezzo importante della storia del vino italiano e quella di un uomo sostanzialmente non propenso alle luci della ribalta.
Giacomo Tachis avrebbe forse preferito che a parlare più che la sua vicenda umana e professionale fossero i suoi vini e, crediamo, che questo suo possibile desiderio sia stato esaudito in pieno con la degustazione che Vinitaly ha organizzato con il titolo eloquente “Il Vino Italiano ricorda Giacomo Tachis: un grande uomo, tante grandi storie”.
Una degustazione emozionante anche dal punto di vista della sua particolare atmosfera: con la figlia Ilaria a scandire il tempo dei sommelier che versavano i vini, finalmente protagonisti, con il racconto, a tratti intimo, del percorso compiuto da un giovane tecnico piemontese fino al centro delle vicende enoiche del Bel Paese.
“Sentiamo”, dunque, quello che hanno “detto” i 12 vini di questa degustazione così particolare ...
Tenuta San Guido, Bolgheri Sassicaia 2012

Senza inutili giri di parole, si tratta di un Sassicaia classico, setoso, maturo sia nei profumi, che propongono ribes nero, alloro e spezie orientali, che al gusto, dove dolcezza e acidità si incrociano con garbo. Bella la leggibilità e l’impronta mediterranea.
Feudo del Pisciotto, L’Eterno Pinot Nero 2012
Un Pinot Nero siciliano che sa cogliere i caratteri varietali del vitigno, restituendo al contempo il calore dell’isola con un bagaglio olfattivo dalle note di frutti rossi piene e intense e con una progressione gustativa calda e appagante.
Cantina di Santadi, Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2012
I profumi di macchia mediterranea, mirto e frutta rossa matura introducono una bocca fitta e austera, non priva di sapidità e di un elegante tocco boisé che chiude un sorso largo e profondo.
Antinori, Tignanello 2011
Tonalità scure per gli aromi di questo storico rosso toscano che al palato possiede un accattivante attacco dolce e una progressione fitta e polposa di bella forza e calore.
Agricola Punica, Barrua 2010
Naso complesso, che alterna note di resina a cenni di erbe aromatiche a rifinire un frutto rigoglioso e intenso. In bocca, il vino è setoso, fresco, contrastato e dal finale sapido in crescendo.
Castello di Rampolla, d’Alceo 1999
Liquirizia, incenso, terra bagnata e lampone costituiscono il bagaglio aromatico di un rosso che evidenza un sorso articolato, profondo e ricco, che sembra non finire mai.
Tenuta San Leonardo, San Leonardo 1999
Trentini sicuramente, i suoi caratteri. Piccoli frutti neri, certo, ma soprattutto trame erbacee scure, dall’alloro all’edera. Il tutto in un contesto gustativo verticale e di rara freschezza.
Donnafugata, Mille e una Notte 1999
Frutti rossi maturi e dolcissimi, amarena e visciola in primo piano, caratterizzano il naso di questo solare e generoso rosso dalla progressione gustativa ampia e morbidissima.
Falchini, Campora 1998
Terra di bianchi San Gimignano, soprattutto. Ma questo Cabernet Sauvignon è decisamente rilevante. Spezie e tabacco guidano i profumi verso una bocca nervosa e vivace.
Le Pupille, Saffredi 1997
Un vino generoso come la sua annata di produzione, dai profumi maturi e intensi che precedono un palato largo, morbido e dal finale caldo ed avvolgente.
Argiolas, Turriga 1995
Profumi esuberanti di macchia mediterranea, scoglio ed iodio, ancora, sintesi olfattiva di un territorio. In bocca è un vino ancora vivace dalla bella nota sapida sul finale.
Umani Ronchi, Pelago 1995
Da una terra sostanzialmente “bianchista”, un rosso fantasmagorico, dai profumi di tabacco e ribes ed una progressione gustativa sottile, persistente e intensissima aromaticamente.
Difficile costruire una gerarchia in questa incredibile degustazione. Ma, se proprio dovessimo, riassumerla in tre vini, sceglieremmo il Sassicaia 2012 della Tenuta San Guido per l’eleganza, il Barrua 2010 di Agricola Punica per il carattere, e il Pelago 1995 di Umani Ronchi per la sua vitalità.

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